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giovedì 19 Maggio 2022
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Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante

Al Festival della Canzone Italiana c’è sempre un po’ di tutto, ma Sanremo 1982 ospitò un personaggio particolare: Marco Lucchinelli, il campione di motociclismo che volle farsi cantante…

Sanremo 1982, Marco Lucchinelli canta “Stella fortuna”

La sera del 28 gennaio 1982 mio padre mi guarda con sospetto: non solo non sono uscito, ma mi siedo mansueto a vedere il Festival di Sanremo. Avevo provato in altre occasioni a visionale la kermesse (con l’unico scopo di consolidare il disprezzo nei confronti dei miei connazionali che apprezzano quella roba), ma ogni volta avevo cominciato a lanciare rumorosamente volgarissimi insulti e caustici motti di spirito sin dalla prima esibizione ed ero stato cacciato (dai miei genitori in camera mia, o dagli amici fuori da casa loro).

Stavolta però resto compitamente in silenzio, perché non vogli perdermi l’esibizione di Marco Lucchinelli, campione mondiale 1981 di motociclismo classe 500 (per i giovani: era l’equivalente dell’attuale Moto GP) su Suzuki, che stasera canterà “Stella fortuna” (non in concorso).

 

L’inizio è terribile, la sigla è affidata a Pippo Franco con la sua “Che fico!”, poi parte la solita mescolanza di stili e generi. Fra i concorrenti Claudio Villa, Bobby Solo e Mal fanno l’effetto della macchina del tempo, Vasco Rossi magari è perfettamente sobrio ma deve interpretare “Vado al massimo” facendo il fracicone per non deludere i fans, Al Bano e Romina cantano “Felicità”, tuttavia il colpo più duro è fra’ Giuseppe Cionfoli con “Solo grazie”.

“Cavallo Pazzo” sul palco

Marco Lucchinelli è all’apogeo della sua fama, non solo perché ha appena vinto il mondiale, ma anche e soprattutto perché è uno dei bad boys del motociclismo di quel periodo: Walter Migliorati che corre utilizzando come sottocasco delle mutandine da donna, “trofeo” di una notte brava (e che nel 1984 viene condannato a sette anni di reclusione per spaccio di droga, gli trovano 20 grammi di hashish e 500 di cocaina nel camper con cui stava tornando dal Gran Premio del Belgio); Graziano Rossi (il padre di Valentino) che gira sul lungomare di Pesaro con una gallina al guinzaglio e ha una FIAT 600 Multipla coloratissima.

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante
Walter Migliorati
Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante
Graziano Rossi

Lucchinelli è soprannominato “Cavallo Pazzo” perché in pista è molto istintivo, grandi risultati e grandi cadute, e nella vita privata è altrettanto esuberante, anche lui nel 1991 verrà condannato a cinque anni e quattro mesi per detenzione di 200 grammi di cocaina.

Ma nulla di tutto ciò si rintraccia nell’esibizione canora (della quale praticamente non esistono immagini né filmati), “Stella fortuna” mi pare una roba un po’ così, d’altronde mica sono tutti come Pasolini che si cimentò con buoni risultati anche nella pittura (Pier Paolo Pasolini l’intellettuale poligrafo, non Renzo Pasolini il motociclista degli anni ’60-’70).

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante
Marco Lucchinelli a Sanremo 1982

Marco Lucchinelli – Stella Fortuna

 

Ma io di musica non capisco molto, la EMI lo ha portato a Sanremo e gli ha stampato il 45 giri, ne sapranno più di me, no? Il pezzo è scritto da Riccardo Borghetti, autore anche dell’inno dello Spezia calcio “Non siete soli” e anche del precedente inno “Spezia oh eh”, per dire. (Avrà anche scritto per Bertoli, Fanigliulo e Dik Dik, ma per queste due cose si merita una spruzzata di dileggio.)

 

 

La “carriera” di Lucchinelli come cantante

Sempre nel 1982 la EMI fa uscire un altro 45 giri del nostro (e di Borghetti), “La volevo”:

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante

Nel 1983 esce “Turbo time”, un documentario sul motociclismo in cui Lucchinelli compare anche nella colonna sonora con “Lucky rock and roll” (ancora di Borghetti):

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante

Lucky Rock and roll

 

Il suo (e sempre di Borghetti) quarto e ultimo 45 giri è “Lei Cagiva, lui Ducati”, storia d’amore fra due motociclette (“Finalmente si sono sposati – lei si chiama Cagiva, lui si chiama Ducati”, temo che si riferisca all’acquisizione della Ducati da parte della Cagiva avvenuta nel 1985):

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante

Lei Cagiva, lui Ducati

 

Ma Lucchinelli continua a cantare (non saprei dire se con o senza l’apporto di Borghetti, visto che il resto della produzione non è stato pubblicato): dedica canzoni a Carl Fogarty, Valentino Rossi, Giacomo Agostini; fa sigle per trasmissioni televisive; si esibisce dal vivo.

Apoteosi Sanremo 82: quando Marco Lucchinelli decise di fare il cantante

Vi metto i link in coda, io continuo a restare perplesso, ma a questo campione di simpatia e sregolatezza che correva con camicia e cravatta sotto la tuta e si fumava una sigaretta sul podio perdono tutto. Persino le canzoni.

Gli imperdibili di Marco Lucchinelli

 

 

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A.C. Whistle
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Giurista e poeta

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