15.3 C
Rome
martedì 17 Maggio 2022
TecnèMusicaConcertone: i 10 minuti terribili di Venerus

Concertone: i 10 minuti terribili di Venerus

L’esibizione di Venerus al Concertone di questo Primo Maggio 2022 è stata emblematica di com’è cambiato il pubblico e quanto è cambiato il mondo in cui viviamo.

I 10 minuti terribili di Venerus

C’è stata proprio una mutazione antropologica del pubblico del Concertone e in generale dei giovani italiani.

Il pubblico odierno è quello qualunquista e distratto di un qualsiasi grande evento gratuito, ma non è che il pubblico giovane di sinistra, impegnato, entusiasta e alternativo sia da un’altra parte. Semplicemente quel pubblico non esiste più da nessuna parte. Kids are different today.

I dieci terribili minuti di Venerus testimoniano che pure il mondo del pop, il mainstream vincente, non si rende conto di quanto sia assolutamente priva di resistenza e alternativa la sua supremazia e di quanto il suo strapotere sia definitivo e senza limiti.

Il buon Venerus, che è un artista che amo, un artista pop, ha fatto una strana scelta oggi pomeriggio.

Invece di presentare i suoi due pezzi di maggior successo come avrebbe voluto la logica, ha puntato su un’esibizione impegnata politicamente, forse perché pensava di doversi confrontare con una platea sensibile a temi politici e relativi ritmi.

Forse aveva un’idea del Primo Maggio di tanti anni fa e voleva legittimarsi presso un pubblico che forse non lo conosceva ancora.

Quindi è partito con una base dub e ha presentato un sindacalista dei braccianti, un ragazzone carismatico che una trentina di anni fa avrebbe conquistato la folla del concertone, ma che oggi ha lasciato tutti i ragazzi del pubblico completamente indifferenti.

Si è subito visto chiaramente che Venerus era perplesso e forse già si rendeva conto di aver sbagliato tutto, ma era troppo tardi per cambiare.

L’unico altro pezzo che ha suonato è stato “Redemption Song” di Bob Marley, un grande classico del Concertone, ma è stato subito chiaro che nessuno riconosceva la canzone, anzi peggio nessuno riconosceva il ritmo del reggae come qualcosa di famigliare e ballabile.

Pubblico immobile, che in grande parte controllava i telefoni, se non era addirittura di spalle. Sul palco c’erano problemi tecnici, ma era chiaro che il panico che traspariva dal linguaggio corporeo di Venerus non dipendeva dal microfono che non funzionava, ma dalla mancata risposta del pubblico.

Mettete su un qualsiasi Concertone di più di dieci anni fa, guardate il pubblico e capirete quanto è cambiato il mondo in cui viviamo.

Kids are different today.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

Leggi anche

 

 


Umberto Palazzo
Umberto Palazzo
Cantautore e produttore, ex Massimo Volume, Santo Niente e Allison Run.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli