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mercoledì 18 Maggio 2022
TecnèCinemaAddio a Enzo Robutti, grande maschera tragicomica

Addio a Enzo Robutti, grande maschera tragicomica

Si è spento a marzo scorso all’età di 88 anni Enzo Robutti, attore, cabarettista e doppiatore e solo a distanza di due mesi i figli hanno deciso di diffondere la notizia della sua scomparsa.

Personaggio al di fuori dall’ordinario è stato un attore poliedrico, riconosciuto dal pubblico per i suoi ruoli di caratterista nei film della commedia italiana degli anni ’70.

Enzo Robutti nelle parole di Nicola Vicidomini

“Enzo Robutti è stato un caposcuola. Ispiratore per molti, ha introdotto per primo nel cabaret italiano una maschera tragicomica mai vista prima (almeno nel 900), quella dell’uomo inetto, incazzato e solo, travolto da una quasi perenne, dionisiaca foga espressiva.

Affamato di sesso e vita. A tratti iperattivo. La maschera di Enzo affonda le sue radici, forse inconsapevolmente, nelle farse fescennine e atellane, e si rimanifesterá solo nei primissimi anni ’70 in Italia dopo millenni di assenza dalle scene.

Generatore di visioni triviali che ha saputo declinare attraverso ritmi e musicalità magistrali, una fisicità particolare e una mimica degna della più precisa partitura attoriale (non a caso è stato allievo della compianta Marise Flach),

Enzo ha pioneristicamente e coraggiosamente prefigurato un attacco al politicamente corretto di metrica e intonazione lirica medioevali, intriso di teologica blasfemia.

Diretto da me ha realizzato il suo ultimo film. Ho avuto anche l’onore di dirigerlo in teatro.”

Addio a Enzo Robutti, grande maschera tragicomica

Il ricordo di colleghi, attori e amici che hanno condiviso momenti importanti della vita con Enzo Robutti.

“Cari amici e parenti del nostro unico grande Enzo Robutti, vi sono accanto in questo triste momento.
Ma vorrei dirvi quanto mi ha regalato quell’uomo, quanto mi ha divertito, meravigliato e raccontato.
La sua “cattiveria “bella e buona” è stata ed è contagiosa, viva, come è stato il suo teatro (tanto più avanti e potente di come era conosciuto).
Resterà tutto nella storia, con la sua faccia, la sua voce, il suo corpo, dal Basferoni all’infinito.
A lui, a voi, la gratitudine di un fan al maestro.
Con affetto stima imperterrita e rima.” Alessandro Bergonzoni

“Enzo era un caro amico. Abbiamo condiviso degli anni al Derby Club. Ci siamo frequentati anche successivamente. Ho un ricordo bellissimo della sua bravura come attore di prosa e come cabarettista straordinario.” Cochi Ponzoni

“Ciao Enzo. Quando arrivai al mitico “Derby club”di Milano con i “Gatti di Vicolo Miracoli”, a soli 21 anni , mi “innamorai” di te , tutte le sere seguivo il tuo monologo in cui ti auto proclamavi” sfigato” per il tuo problematico rapporto con le donne. La tua comicità graffiante, a volte cinica ma estremamente moderna e “avanti” mi conquistò a tal punto che imparai il tuo monologo a memoria ed ancor oggi me lo ricordo.Hai lasciato in me il segno indimenticabile di un maestro della comicità anche se sei stato , ingiustamente, un po`dimenticato dai media ma chi ti ricorda, come me, non scorderà mai la tua vis comica e la tua libertà di pensiero. Grazie di cuore Enzo”  Franco Oppini

“Sono molto addolorato che Enzo ci abbia lasciato. Ho dei ricordi bellissimi del Derby. Mi ricordo che ogni sera non mi perdevo mai il suo monologo e ogni sera mi sbellicavo dal ridere. Grande attore e grande uomo che ha senz’altro contributo alla mia formazione e a quella dei miei amici Gatti.
Un grande abbraccio alla famiglia con tutto il cuore”. Jerry Calá

“Ho passato decenni con Enzo. Per un po’ di anni credo di esser stato il suo più grande amico e sostenitore. Lo portai al Folkstudio. Gia’ il primo a Via Garibaldi. Ho visto i suoi numeri di cabaret. Tutto il suo teatro. Gli show sul cibo. Sui cani. Sui gatti. E stato il mio primo collaboratore a RadioRai. Robutti grande, unico, uno dei padri della vera grande comicità e satira italiane. Radicale. Politico. Combattente per gli attori. Aspettavo da tempo, paventando, la triste notizia. Sapevo che nonostante i suoi km in montagna e le sue eterne bici..non era immortale neppure lui. Però lo speravo…” Ernesto Bassignano

“Io ho passato i miei primi anni a Roma frequentandoti sempre, Lulu e Solvejg le nostre rispettive figlie giocavano insieme nella tua casa all ultimo piano a borgo pio. Ero piccola sola e già con una bimba e tu eri pieno di attenzioni per noi.

Caro Enzo ricordo i tuoi minestroni che cucinavi e consumavi anche nei giorni successivi. E poi la tua famiglia allargata, la nascita di Leandro da una giovane ragazza Pupa, poi diventata amica.

Tanti anni creativi pieni di amici comuni, mi facevi ascoltare la voce di tua mamma che tu implorava di richiamarlo, una mamma che adorava il figlio e lo voleva sempre vicino. Enzo mi facevi ridere eri diverso da tutti, veramente da tutti un genio nell inventarti la vita e anche la tua arte comica.”  Francesca Codispoti in arte Franca Kodi

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