Mondiali, trasparenza obbligatoria: ora il segreto è un cartellino rosso

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L’espulsione di Almirón per aver parlato coprendosi la bocca diventa il simbolo di una società che pretende visibilità assoluta. Dallo sport ai social, dalla politica alla cultura, il segreto viene sospettato, mentre trasparenza e conformità diventano nuovi obblighi morali.

Nuove espulsioni

Il paraguaiano Almiron è stato espulso in ottemperanza alla nuova regola imposta dalla Fifa. È vietato parlarsi in campo coprendosi la bocca con le mani.

La nostra società della prestazione compulsiva, dell’individualismo competitivo, determina un obbligo alla trasparenza. Più si è trasparenti, più si è meritevoli. È una società che non accetta ombre, chiaroscuri, non detti. Tutto va esibito perché sia sottoposto alla gogna moralistica del pubblico pagante e dei protocolli etici.

Gli scrittori, ad esempio, non vengono più apprezzati per la qualità della scrittura o per la profondità dei punti di vista, ma per la loro sottomissione a codici comportamentali che classificano la purezza di spirito. Si viviseziona la loro vita per giudicarla inappuntabile; solo così si potrà far parte delle classi parlanti che popolano la società civile.

In questo contesto scompare il mistero del segreto. Privata dei segreti la diplomazia perde potere. La guerra rappresenta l’azione più trasparente possibile. Tutto va dichiarato apertamente, tutti devono stilare il programma d’intenti, tutti devono fare i conti con la propria coerenza. Affiora un obbligo morale all’outing. Non sono concepibili doppie vite o vizi privati nascosti alla massa urlante di consumatori che pretendono verità. Svanisce la letteratura, che ormai si accontenta di produrre solo romanzi gialli.

Dobbiamo trovare necessariamente un colpevole. Tanto che anche nei processi penali non si assolve più per insufficienza di prove. Il popolo, incarognito davanti lo Spettacolo, vuole masticare solo la merce della verità.

L’era della privatizzazione della sfera pubblica ha come contraltare la pubblicizzazione della sfera privata. L’esibizione narcisista di sé stessi, con i propri storytelling, con le narrazioni sull’etica dell’imprenditore di sé, non ammette deroghe, pretende un’immediatezza empatica che non conosce stanze segrete.

Coprirsi la bocca con le mani merita una cacciata dal campo per ignominia. Tutto deve poter essere ascoltato per poter poi censurare o per pretendere una sana autocensura. Solo attraverso la gogna si conquista rispettabilità sociale.

 

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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