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domenica, Agosto 14, 2022

Inter, è scoppiata la ‘Marottamania’

I conti sono in rosso, Suning è in cerca di acquirenti, ma in poche settimane i tifosi nerazzurri sono passati dal “moriremo tutti” al “dai Beppe portaci Mbappè in prestito (con tipendio pagato dal PSG)”. Il merito è di Beppe Marotta, capace di portare fuoi dalle secche la squadra in una delle estati più turbolente di sempre. Ora serve la conferma dal campo, come sempre.

Marottamania: Finché c’è Marotta c’è speranza

Era il 25 agosto 2020 quando a Villa Bellini ci fu il famoso incontro tra Zhang, Conte e i dirigenti interisti tra cui Marotta e Ausilio. Da quella data ne sono successe di cose. La gestione di una stagione con la proprietà lontana, non solo fisicamente, stipendi non pagati, l’incubo Covid, e la conquista di una scudetto inaspettato ma meritato.

Visto che all’Inter non si fanno mai mancare nulla lo scudetto, invece di portare tranquilla, ha scatenato una tempesta. L’addio di Conte e l’arrivo di Simone Inzaghi, la cessione di Hakimi, per mettere i conti in ordine, e la cessione di Lukaku, che ha messo ancora più in ordine i conti ma anche fatto vacillare tutto il mondo interista. Nei giorni successivi sembrava, a leggere quelli che sanno, che sarebbero stati ceduti tutti.

In tutta questa confusione l’unico punto di riferimento, l’unica persona che aveva la fiducia dei tifosi ed anche il rispetto della stampa non sempre amica, che poi non dovrebbe essere amica ma corretta, era ed è Marotta.

Giuseppe Marotta, ex dirigente juventino, che a leggere certa vulgata del tifo interista era venuto all’Inter per distruggere il club, roba che un terrapiattista in confronto è un illuminato pensatore, si è letteralmente caricato il club sulle spalle ed ha affrontato con coraggio il mercato più complicato degli ultimi 10 anni.

Molte idee e pochi soldi per non indebolire la squadra. Non trasformare il club in una sorta di supermercato dove le squadre rivali entravano e si servivano a loro piacimento, mandare segnali positivi a giocatori e procuratori per evitare un fuggi fuggi generale.

È arrivato Calhanoglu per sostituire lo sfortunato Eriksen, strappato a zero al Milan, Dumfries, nazionale olandese, preso a circa 15 milioni bonus compresi, Dzeko a zero dalla Roma e Correa in comode rate, cosa non scontata con Lotito. Oltre allo stato di avanzamento per il rinnovo di Lautaro Martinez dopo aver chiuso quello di Bastoni, pare Skriniar ed affronterà, con buone probabilità di successo, quelli di Brozovic e De Vrij.

Inter, è scoppiata la 'Marottamania'
L’arrivo di Joaquin Correa

Per essere un guastatore al soldo della Continassa sta lavorando bene. Il realtà Marotta è probabilmente il miglior manager in Italia ed uno dei migliori in Europa. Ha cultura, competenza, autorevolezza ed anche phisique du role. Quando viene intervistato in studio c’è silenzio ed attenzione e non viene trattato con sufficienza.

Affronta situazioni di petto, è un decisionista, ed è il simbolo di una società che nonostante le difficoltà ha le idee chiare e sa dove vuole andare. Marotta è il vero fuoriclasse della società nerazzurra e la proprietà non deve farselo scappare. Si è parlato di un rinnovo del contratto in scadenza il prossimo giugno ma ad oggi di ufficiale non c’è nulla.

Marotta non è infallibile, nella sua lunga carriera ha fatto errori anche lui, ma ha una carriera vincente e se rimaniamo solo al suo percorso interista parliamo di uno scudetto, un secondo posto, una finale di Europa League. Tutto questo in mezzo ad una crisi pandemica che ha sconvolto i piani di tutti ed una proprietà non sempre chiara ed affidabile (e qui abbiamo usato un eufemismo…). Vedremo cosa riuscirà a fare nell’ultima settimana di mercato.

Non è da escludere un altro arrivo e vedremo anche il capitolo, non meno importante, delle cessioni. Il bravo dirigente compra bene senza avere soldi, o pochi soldi, e vende bene, o limita i danni, i giocatori in esubero che non rientrano più nei piani dell’allenatore.

Esattamente quello che sta facendo Marotta. Lunga vita a Marotta. Finché c’è Marotta c’è speranza.

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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