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martedì 17 Maggio 2022
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Genoa, è l’ora della rivoluzione. Come nasce il progetto Blessin

Il fondo statunitense 777 sta portando una piccola rivoluzione nel mondo del calcio italiano e con Blessin punta al modell Red Bull. Poi sarà il campo giudice delle scelte che fatte.

Blessin e il modello “Genoa Red Bull”

Al netto delle ironie che vengono fatte sul Genoa, da parte di presunti esperti, la società rossoblu sta tentando una piccola rivoluzione ed ha idee e progetti. I presunti esperti non sono altro che tifosi da bar Sport che ce l’hanno fatta.

Il modello di riferimento di questi soloni è Bargiggia che nel 2009 definì l’Inter folle a voler puntare su Milito e non su Acquafresca. A suo dire futura punta della Nazionale. Tra l’altro polacca.

Per cui è facile banalizzare cosa sta succedendo sulla sponda rossoblu del Bisagno e dispiace che molti tifosi si prestino a banali letture tipo “Ma chi è Blessin?” come se nella panchina del Grifone negli ultimi trent’anni fosse arrivato chissà chi.

Blessin è lo strumento per iniziare un progetto. Non è detto che sia quello giusto, questo lo vedremo sul campo. Era molto più strano aver puntato su Shevchenko, che tutti conoscevano ma come prolifica ex punta rossonera, ma con un curriculum da allenatore che nasce e finisce con la Nazionale ucraina.

Esperienza da allenatore di club zero ed il lavoro in un club prevede un impegno giornaliero che non è solo tattico ma anche empatico e psicologico. Aggiungiamo che il buon Sheva era anche privo di quella garra che serviva per allenare il Grifone. Era totalmente avulso dal mondo Genoa.

La visione della proprietà statunitense è il modello Red Bull. Un modello tattico ben definito che caratterizza la squadra, player trading, ed organizzazione societaria.

Partiamo dall’organizzazione societaria, sicuramente un tema poco affascinante per il tifoso, ma le vittorie partono dalla scrivania. Non esiste squadra al mondo che vince, o ha vinto, con degli improvvisati alla guida del club.

Il calcio moderno ha bisogno di manager che lavorano dietro le quinte ed organizzano la vita del club in ogni suo dettaglio. Il DS, il tedesco Spors, è scuola Red Bull.

Si è formato nella scuola di Ralf Rangnick, chiamato a rifondare il Manchester United non proprio un club di seconda fascia, a caccia di potenziali talenti da trovare in ogni parte del mondo. Giocatori giovani, con fame di vittorie, pronti a sposare un progetto tattico ben preciso.

E qui veniamo ad Alexander Blessin, anche lui scuola Red Bull, scuola che ha sfornato allenatori del calibro di Tuchel e Nagelsmann. Il suo marchio di fabbrica è il gegenpressing. Un pressing asfissiante sui portatori di palla avversari.

Quando la sua squadra perde il pallino del gioco, invece di risistemarsi, aggredisce gli avversari per riconquistare il pallone ed in 20 secondi rovesciarsi nell’area avversaria. Il gioco che si è visto con l’Udinese. Un pressing continuo, quattro occasioni da goal create, l’Udinese non ha tirato una volta in porta.

Naturalmente serve qualità negli interpreti, anche perché correre continuamente toglie lucidità quando devi finalizzare l’azione. Non è facile nel mercato di gennaio trovare i giocatori giusti. Se dobbiamo trovare un difetto al progetto è averlo iniziato a campionato in corso. Sarebbe stato meglio iniziare a giugno con tutta l’estate per fare mercato, fare una preparazione specifica sia atletica che tattica.

Non sarà facile far capire da subito ai giocatori cosa devono fare. I margini di errore sono davvero pochi con un girone di ritorno già iniziato ed una classifica quasi drammatica. Ma se anche la salvezza non dovesse arrivare, cosa che non auguriamo al Genoa, non bisogna farsi prendere dallo sconforto e continuare con la strada intrapresa.

Meglio retrocede.ma con un progetto, che salvarsi e poi vivere alla giornata nel campionato successivo. In Italia nessuno ha provato qualcosa di simile, forse l’Atalanta può farlo pensare, e Genova può essere la piazza giusta. Una tifoseria appassionata, una storia ultracentenaria, una città che ha fame di calcio ad alto livello.

Del progetto Red Bull non ci piace aver fatto tabula rasa della storia del club, sono arrivati anche a cambiare i colori sociali, ed hanno costruito dei club di plastica privi di storia e passato. Ma prendere il buon della loro filosofia, nel rispetto di storia e tradizione, può essere un mix vincente. Sicuramente è un modello ambizioso. L’alternativa è fare come nell’altra sponda del Bisagno. Richiamare un carneade sulla panchina.

Un allenatore inspiegabilmente percepito come bravo ma, basta leggere il suo curriculum, nei fatti un mediocre. Chi scrive non è tifoso del Genoa ma guarda con curiosità a cosa riuscirà a fare la nuova proprietà.

Per il momento le proprietà straniere non hanno portato grossi risultati, Inter a parte ma lì si sono limitati a prendere il top come manager e comunque hanno seminato su un terreno più fertile, ma nessuna ha dato l’impressione di avere un’idea, un percorso preciso in testa. A parte volere lo stadio di proprietà.

Il fondo statunitense 777 invece sta portando una ventata di aria fresca nel mondo del calcio italiana. E questo è giusto riconoscerlo. Poi sarà il campo giudice delle scelte che fatte. Ma questa è un’altra storia che racconteremo più avanti.

 

 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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