Ricomincia il campionato ma, con il caso Juventus in corso, i risultati che farà la squadra di Allegri conteranno zero, in attesa delle sentenze dei molti processi che attendono il club bianconero in svariati tribunali.
Caso Juventus, quello che non vi dicono
A tirare le somme di quella che è una vera bufera che si sta abbattendo sul calcio italiano, tenuta sotto silenzio solo dal ‘sospetto’ profilo basso dei media mainstream, è come al solito Paolo Ziliani, giornalista che per anni, puntualmente, ha anticipato quello che sta accadendo in questi giorni, con i suoi articoli, i suoi tweet e suoi libri.
Il giornalista, un po’ sul Fatto Quotidiano, e un po’ sui social, ha fatto il punto della situazione sullo scandalo targato Juventus e cosa potrebbe accadere venerdì 20 gennaio alla Corte Federale d’Appello.
“Non tutti hanno a disposizione le carte dei magistrati, chi le ha – i giornalisti in primis – fa a gara nel non leggerle, o nel riferirne a spanne; ma siccome sono gli stessi magistrati a parlare di “contesto criminale di allarmante gravità” per i molteplici illeciti, amministrativi e sportivi, posti in essere e protratti negli anni dal club guidato da Andrea Agnelli” scrive Ziliani, per far conoscere a tutti gli appassionati “i nuovi e illegali modi escogitati dal club bianconero per gareggiare (“ponendo in pericolo la lealtà della competizione sportiva”, sono sempre i magistrati a dirlo) e vincere barando.”
“Quello che è emerso dalle carte della Procura di Torino – e anche dall’indagine CONSOB – scrive ancora Ziliani – ha fatto sì che la giustizia sportiva, che in primavera s’era affrettata a mandare assolti la Juventus e i suoi tanti club satelliti a proposito delle plusvalenze fittizie con un’approssimazione e un dilettantismo agghiaccianti (nessuno si era premurato di considerare il solo principio contabile importante e dirimente in materia, lo IAS 38, che in caso di scambi di giocatori impedisce di mettere a bilancio anche un solo euro di plusvalenza, mentre la Juve ne metteva a centinaia di milioni), alzasse la mano, dicesse “scusate tanto, ci eravamo distratti” e riaprisse il processo dopo l’emersione dei fatti nuovi portati alla luce dai PM torinesi.
Più nel dettaglio Ziliani ipotizza che:
Alla luce della gravità dei reati commessi dai
dirigenti juventini e delle prove inequivocabili raccolte dagli inquirenti tra intercettazioni,
perquisizioni e interrogatori – su tutte l’accordo Agnelli-Chiellini sulla finta rinuncia a 4
mensilità di stipendi – è impossibile, assolutamente impossibile che alla Juventus, oltre
che ai suoi (ex) dirigenti Agnelli, Paratici e Nedved non vengano inflitte sanzioni. E poichè
una sanzione dev’essere per forza di cose afflittiva, deve cioè togliere a chi ha commesso
il reato/i reati qualcosa di concreto, uno scudetto se hai vinto lo scudetto, la
qualificazione-Champions se ti sei piazzato nei primi 4, il posto in serie A se ti sei piazzato
tra l’8° e il 17° posto (per non parlare delle squalifiche ai giocatori: che hanno tutti
ammesso, ad esempio, l’illecito della finta rinuncia a 4 stipendi nel 2019-20 e ad altri nel
2020-21, e per i quali scatta in automatico la squalifica di almeno un mese, 22 calciatori
più Sarri nel primo caso, 17 nel secondo).”
E la conclusione:
Oggi, domani e nei prossimi mesi i giornali e le tv continueranno a battere la grancassa e a raccontarvi di rimonte-scudetto, di acquisti stratosferici alla McAllister per non dire Mbappè (lo hanno scritto
davvero), di rivoluzioni e ripartenze verso destini meravigliosi, ma sappiatelo fin da ora:
sono puttanate. Non c’è un solo giocatore, allenatore, tesserato di ogni parte del mondo
con un minimo di sale in zucca che possa considerare oggi una prospettiva allettante
quella di venire alla Juventus: che non si sa in quale campionato giocherà la stagione
prossima, che sicuramente sarà estromessa dalla Champions e dove tutti gli allarmi
stanno risuonando a distesa, siamo al “si salvi chi può”.

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