È stata depositata alla Procura di Torino la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta sui conti della Juventus. Il provvedimento riguarda Andrea Agnelli e altre undici persone che nelle scorse settimane avevano ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini. Si tratta di Nedved, Paratici, Re, Bertola, Cerrato, Gabasio, Arrivabene, Roncaglio, Vellano, Boschetti e Grossi. Anche la società Juventus Football Club compare come entità giuridica nella vicenda.
Bufera Juventus, Procura firma il rinvio a giudizio per 13 persone
Dopo le dimissioni in blocco del cda del club bianconero, il pool di magistrati del Gruppo di Diritto Penale dell’Economia, composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello e Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio, ha accelerato. Ora il giudice dovrà fissare entro cinque giorni la data dell’udienza preliminare.
L’atto d’accusa dovrebbe riportare: falso in bilancio e ostacolo all’esercizio delle autorità di pubblica vigilanza (Consob) e del delitto di aggiottaggio informativo. Ad alcuni indagati è stato contestato anche il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, la posizione degli indagati potrebbe aggravarsi ulteriormente poichè sarebbero emersi altri elementi secondo i pm, ulteriori movimenti di denaro riferiti a scritture private, «side letter» che non risulterebbero né depositate in Lega né di conoscenza degli stessi revisori e sindaci: debiti extra di milioni sulla compravendita dei calciatori che si sommano agli accordi privati delle manovre stipendi, compresi i 19 milioni che sarebbero da restituire a Cristiano Ronaldo sulla base dell’ormai famosa carta segreta che non è stata trovata ma che sarebbe stata ricostruita dagli inquirenti.
“Una cosa così brutta si è vista solo con Calciopoli”
In queste ore è tornata a circolare prepotentemente questa intercettazione ambientale, frase confidata da un dirigente ora indagato a Federico Cherubini (non indagato) durante una cena del 22 luglio 2021, pochi giorni dopo l’apertura di una verifica ispettiva della Consob.
Il comunicato della Juventus e le manovre difensive
Ieri è arrivata la nota ufficiale della Juventus, con cui il club bianconero ribadisce la propria posizione di innocenza, confutando le valutazioni della Procura di Torino: “Il trattamento contabile adottato nei bilanci contestati rientra tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili. Le contestazioni della Procura non paiono fondate e non paiono allineate con i rilievi contenuti nella delibera Consob del 19 ottobre 2022. Infatti, la Procura afferma l’artificialità di plusvalenze e la fittizietà delle rinunce stipendi, mentre Consob contesta un valore considerevolmente minore di plusvalenze, peraltro senza menzione di falso in bilancio”.
E Gravina sibillino e imbarazzato
Il presidente della FIGC Gravina, di fronte alle dimissioni dell’intero cda della Juventus e alle notizie sempre più preoccupanti che arrivano dalla procura di Torino, commenta con evidente imbarazzo invitando alla prudenza ma, soprattutto, con una frase sibillina e grave, che rimestava nel classico “lo fanno anche altri: “quel tema potrebbe riguardare anche altri soggetti”. Espressione poi parzialmente corretta dopo il montare delle prime polemiche.
Nelle stesse ore sulla grande stampa, è partita l’operazione “rassicurazione”, con le dichiarazioni di John Elkann su solidità, “potenza di fuoco” e contemporaneamente le indiscrezioni sul ritorno ‘a casa’ di Del Piero, tirato fuori dalla naftalina.
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