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lunedì 16 Maggio 2022
PanCrisi del gas, prezzi aumenteranno ancora. Governo vara decreto

Crisi del gas, prezzi aumenteranno ancora. Governo vara decreto

Il decreto approvato in Cdm contempla riduzioni del consumo di gas delle centrali elettriche attive. Si potrà utilizzare anche il carbone in quantità maggiore.

Crisi del gas, Italia vada decreto emergenziale

La crisi del gas è destinata ad acuirsi, le parole dell’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al temine del Consiglio Ue Difesa sulla situazione in Ucraina, non lasciano dubbi:

“L’energia non potrà restare fuori da questo conflitto, i prezzi cresceranno. Che ci piaccia o meno abbiamo una dipendenza dal gas e dal petrolio russo e la dobbiamo diminuire il prima possibile. Questa riduzione della dipendenza è una politica esistenziale”.

In quest’ottica il decreto legge, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, si occupa del livello di rischio imprevisto riguardo al normale funzionamento del sistema nazionale di gas naturale.

Per questo si autorizza, anche a scopo preventivo, di anticipare l’adozione di misure per l’aumento dell’offerta e/o riduzione della domanda di gas previste in casi di emergenza, una eventualità che al momento non corrisponde a quella in cui si trova il nostro Paese.

La norma rende immediatamente attuabile, se fosse necessario, la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili.

È inoltre eventualmente prevista la riduzione del consumo di gas nel settore termoelettrico che rappresenta una delle principali componenti della domanda media giornaliera di gas. Per rendere concretamente operative le misure, si affida una serie di compiti a Terna S.p.A., in qualità di gestore della rete di trasmissione nazionale.

Si potrà in sostanza utilizzare anche il carbone in quantità maggiore e in ogni centrale che lo permetterà. La decisione di oggi varerà quindi anche la sospensione del programma di dismissione delle sei centrali a carbone attualmente attive in Italia destinate a disattivarsi in modo definitivo entro il 2025. Le centrali garantiscono in media il 5% dell’elettricità consumata dal Paese, ma il potenziale riconosciuto è di una copertura del 15% nei momenti di maggior consumo.

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