L’Italia ha donato 50 mezzi dei Vigili del fuoco all’Ucraina, con un intero settore in ginocchio nel pieno di una Estate che sta generando emergenze climatiche continue. La denuncia della FnsCisl: “Non arriva nemmeno l’acqua perché le autobotti sono insufficienti“.
Quell’Italia che dona 50 mezzi dei Vigili del fuoco all’Ucraina
L’Italia, tra aprile e maggio, ha donato 50 mezzi in forza ai Vigili del Fuoco italiani all’Ucraina e alla Moldova: autopompe, serbatoi e autobotti inviati per un’operazione che il Sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia, definiva di “solidarietà e generosità”.
“Sono mezzi che potranno dare supporto alla popolazione civile – spiegava Sibilia – Li stiamo fornendo in collaborazione con il meccanismo unionale e con la Protezione civile italiana. È un supporto materiale alle persone che hanno difficoltà in quei territori”.
Un’operazione lodevole per dare conforto alla popolazione civile.
Sono partiti da Trieste i primi 4 di 50 mezzi dei Vigili del fuoco che il Corpo donerà alla Moldavia e all’Ucraina, mezzi che potranno dare supporto alla popolazione civile. @carlosibiliahttps://t.co/y9K8U04ZHu pic.twitter.com/vcCfpVpbCo
— MoVimento 5 Stelle (@Mov5Stelle) April 10, 2022
Nulla da dire sul principio ma poi c’è la realtà che presenta il conto all’approssimazione con cui il governo italiano si muove: con l’arrivo del caldo torrido e lo scoppio ripetuti di incendi, i vigili del fuoco italiani sono entrati in emergenza proprio per la carenza di mezzi!
Le cronache di questi giorni sono piene di segnalazioni di problemi e disfunzioni: solo per citare un caso, l’edizione romana di Repubblica ha raccontato che durante i roghi dei giorni scorsi i residenti di Ostia hanno chiesto un intervento alla caserma locale . Dopo aver atteso un’ora si sono presentati ai cancelli di via Celli e si sono sentiti rispondere che tutti i mezzi erano al lavoro su un altro incendio ad Ardea. Altri due interventi sono stati negati con la stessa motivazione.
“Siamo sotto organico di circa 200 unità– è stata la denuncia Riccardo Ciofi, il segretario generale Fns Cisl di Roma e Rieti secondo quanto riporta Open – su 1300 uomini, 1150 sono effettivamente operativi, gli altri 150 sono dislocati in altre sedi istituzionali. Così non si può mettere in piedi il dispositivo che sarebbe necessario”.
Una carenza di uomini e mezzi ma il problema è nazionale, una vera propria emergenza: Massimo Vespia, segretario generale della FnsCisl, la Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl, ha denunciato con una nota: “L’intero settore è letteralmente inginocchio, non arriva nemmeno l’acqua perché le autobotti sono insufficienti”.
“Grave carenza di personale, pochi automezzi e scarse attrezzature: i vigili del fuoco, impegnati non solo sul fronte degli incendi boschivi, anche questa estate, rischiano di non riuscire a garantire il soccorso al Paese”.
E dunque, con un intero settore in ginocchio, nel pieno di una Estate che sta generando emergenze climatiche continue, la scelta del governo dei ‘migliori’ che non ha provveduto a una sostituzione dei mezzi mancanti, appare l’ennesimo colpo di genio.
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