A parte il folklore identitario, questo è un governo Draghi con la parrucca

Siamo a un governo Draghi bis velato. Manca solo la componente lettiana. Dunque l’unico sforzo creativo di Meloni può indirizzarsi verso il folklore identitario e le battaglie campali contro il “gender”.

Un governo Draghi con la parrucca

Se qualcuno avesse avuto qualche dubbio, le prime dichiarazioni pubbliche degli esponenti del governo Meloni appena insediato, hanno spazzato via qualsiasi dubbio: sulle questioni principali la linea dell’esecutivo è in assoluta continuità con Mario Draghi.

Il ministro della difesa, Crosetto, ha dichiarato che sull’invio di armi all’Ucraina faranno come decideranno gli alleati (cioè la Nato). Ergo, continueranno a inviare armi. E non c’era da dubitarne, visto anche il ramo di provenienza del neoministro.

Il capo degli esteri Tajani come prima cosa ha telefonato all’omologo ucraino per rassicurarlo e dando il suo massimo appoggio. In pieno stile Di Maio.

Il Ministro della Sanità Schillaci (peraltro già nominato consulente del ministero sul Covid da Speranza) ha detto che la linea anti-covid sarà rispettata.

Pichetto Frattin, ministro dell’energia ha già detto che si muoverà in continuità con Cingolani.

Giorgia Meloni ha ribadito così tante volte la propria fedeltà atlantica e alla Ue, che ormai come prossima mossa non le resta che inviare l’Armir II a piedi verso Mosca.

In buona sostanza siamo a un governo Draghi bis velato. Manca solo la componente lettiana, ufficialmente. Dunque l’unico sforzo creativo del governo può indirizzarsi verso il folklore identitario e le battaglie campali contro il “gender”.

Stante così i fatti (e non le opinioni) è anche difficile interpretare l’improvviso terrore dell’area liberal tra media, social e politica. O forse no, in realtà è interpretabilissimo. Perchè quel piccolo pezzo di paese vive di politica: sono quelli catapultati ai vertici delle municipalizzate, degli enti regionali, gli scrittori da premi letterali e da comparsate a gettone tra Rai e La7, i giornalisti opinionisti che a rotazione occupano tutte le trasmissioni.

A qualcuno di questi, probabilmente (non è nemmeno sicuro) toccherà saltare un giro per rispolverare qualcuno d’area dell’altra parte (è complicato ma qualcuno c’è).

Ma fuori da questo il sistema Italia dell’ascensore sociale e della democrazia è semplicemente un orpello decorativo. Di maniera. Le politiche reali sono invece delineate e non mutabili. Il perenne “vincolo esterno”.

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Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (Kulturjam Edizioni), "Malagrazia" (Kulturjam edizioni).

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