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mercoledì 18 Maggio 2022
In EvidenzaUcraina nell’Ue? Non è così scontato come traspare

Ucraina nell’Ue? Non è così scontato come traspare

Nell’enfasi europeista dell’unità contro l’invasione Russa, è arrivato un primo via libera all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, ma sui successivi passi, quelli concreti, il rischio di spaccature è elevato.

Ucraina nell’Ue: mettere le cose in chiaro

Non è così scontato l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue: oltre alle già delicate considerazioni politiche, i 27 paesi membri dovranno valutare anche i costi di una scelta che è anche finanziaria.

Ana Pisonero, portavoce dell’esecutivo comunitario, si è espressa in termini diplomatici sulla questIone: “Il percorso verso l’Unione si basa su criteri ben stabiliti che i paesi candidati devono soddisfare e che richiederanno un po’ di tempo e uno sforzo sostanziale”. Traduzione: non ci sarà nessuno sconto o accelerazione, al di la delle apparenze.
Ha scritto Beda Romano sul Sole24ore: “Nel frattempo, come hanno sottolineato i leader europei, siamo impegnati a rafforzare ulteriormente i nostri legami e il nostro partenariato per sostenere l’Ucraina, la Moldavia e la Georgia nel perseguire il loro percorso europeo”.

Gesti simbolici e realtà

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Kiev, a favore di fotografi e telecamere, ha consegnato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky la domanda di adesione. Quel documento riguarda due questioni fondamentali: la situazione economica e quella politica, secondo i criteri detti di Copenaghen.

In base a questi criteri l’Ucraina deve poter dimostrare di essere una democrazia funzionante con una efficiente economia di mercato. E, con una guerra in pieno corso che sta devastando il paese, questo può tramutarsi in una sorta di elegante escamotage per prendere tempo. Moltissimo tempo…
Basti pensare che secondo la Banca mondiale, la guerra causerà perdite economiche catastrofiche all’Ucraina e la contrazione del Pil può arrivare fino al 45%, con l’inflazione superiore al 20% nel 2022.

Questione corruzione

Secondo le classifiche di Transparency International, l’Ucraina è al 132mo posto su 180 nella lista dei paesi più corrotti al mondo. E con una guerra e un occupazione in corso è impossibile poter iniziare un negoziato ufficiale con criteri di adesione certi.

Dunque serve un approccio politico. Per questo la risoluzione del Parlamento Europeo del 1° marzo appare principalmente come un atto di simbolico di sostegno all’Ucraina, ma non ha nessun valore giuridico rispetto ai vari passaggi da compiere, estremamente complessi per arrivare all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione.

Per rendere ancor più chiara la questione, c’è il precedente della Turchia che gode dal 1999 dello status di candidato ufficiale, ma risulta ancora lontana dall’adesione.

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