www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Tregua USA-Iran già sabotata: Israele intensifica i bombardamenti su Libano e colpisce obiettivi iraniani. Centinaia di vittime, escalation immediata. Washington si sfila, Europa applaude. Risultato: guerra riaccesa e rischio nuovo shock energetico globale.
La tregua fantasma: Israele rabbiosa bombarda il Libano
Purtroppo era facile prevederlo: Israele è folle di rabbia per il cessate il fuoco raggiunto da USA e Iran e sta tentando di farlo fallire in ogni modo possibile.
Già stanotte, immediatamente dopo l’annuncio della tregua, il governo israeliano è entrato in uno stato di folle frenesia bellicista. Le reazioni israeliane alla notizia sono state unanimi: la fine della guerra, nel bel mezzo delle operazioni militari per conquistare e occupare il sud del Libano, sarebbe una catastrofe per Tel Aviv. Il “sionista moderato” Yair Lapid, uno dei leader della fantomatica “opposizione democratica”, ha subito definito il cessate il fuoco nientemeno che “il peggiore disastro politico dell’intera storia israeliana”.
Netanyahu ha quindi pensato bene di affermare che la tregua “non riguarda il Libano”, nonostante il primo ministro del Pakistan, mediatore dell’accordo, avesse esplicitamente affermato il contrario, e nonostante l’Iran avesse richiesto l’inclusione del Libano in modo perentorio. Il criminale di guerra ricercato ha quindi dato ordine all’esercito di assassini matricolati alle sue dipendenze di preparare piani per ammazzare quante più persone possibili, con il chiaro intento di provocare una reazione iraniana e tornare così alla guerra aperta.
Così, alle otto del mattino, l’esercito israeliano ha lanciato un “ordine di evacuazione” per un quartiere di Tiro, nonostante Hezbollah avesse affermato di aver già interrotto il fuoco sia contro Israele che contro le truppe israeliane entrate in territorio libanese. L’ordine è stato seguito da bombardamenti e da ulteriori ordini di evacuazione, ma non solo: verso le 10 (ora iraniana) la raffineria iraniana di Lavan e gli impianti petroliferi dell’isola di Siri venivano colpiti da “esplosioni multiple”, in clamorosa violazione della tregua, provocando un’immediata reazione iraniana contro Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Bahrain.
Alle 13 ora di Gerusalemme, la follia: l’esercito di Israele annuncia baldanzosamente di aver bombardato oltre cento “bersagli” in Libano nel giro di dieci minuti, senza il benchè minimo preavviso, in un’operazione “accuratamente pianificata da settimane” fieramente intitolata “Oscurità Eterna”, rivendicando l’assassinio di “300-350 comandanti di Hezbollah” e aggiungendo che “gli attacchi contro l’Iran riprenderanno molto presto”.
Gli ospedali libanesi descrivono una situazione apocalittica: i bombardamenti terroristici israeliani sono avvenuti su edifici residenziali a molti piani e in quartieri molto affollati uccidendo (al momento) oltre duecentocinquanta persone e ferendone oltre millecento (bambini inclusi) con ferite da schegge che comportano enormi perdite di sangue.
La pietra tombale sulle speranze di una tenuta della tregua arriva quando Trump afferma che “l’accordo per il cessate il fuoco non riguarda il Libano”: non è solo una menzogna, ma è la conferma che gli USA, neanche questa volta, si preoccuperanno di arginare la furia genocida dell’”unica democrazia del Medio Oriente”. La risposta dell’Iran di fronte a tutto questo è, purtroppo, quella scontata: ““Se le aggressioni contro il nostro amato Libano non cesseranno immediatamente, daremo una risposta ai malvagi aggressori nella regione per cui si pentiranno.”
In tutto questo, l’Europa (e Meloni) sanno solo fare una cosa, ovvero coprirsi di ridicolo. Mentre le cose stanno già andando a rotoli da ore, i capi di governo dei principali paesi europei rilasciano una dichiarazione congiunta in cui si felicitano per il raggiungimento della tregua, dimostrando non solo di valere quanto il due di coppe quando briscola è denari, ma anche di non essere neanche in grado di leggere le notizie.
Ora, se la loro parola avesse un senso, dovrebbero sanzionare la pazzia sanguinaria israeliana che, oltre ad ammazzare centinaia di persone, facilmente provocherà la nuova chiusura dello stretto di Hormuz con tutto ciò che ne consegue per l’economia europea ma non serve la palla di cristallo per prevedere che non faranno altro che ubbidire ossequiosi e sottomessi ai diktat del microstato in genocidio permanente effettivo, continuando a fornire le armi e il supporto necessario a trascinarci tutti nella rovina.

*Il blog di Alessandro Ferretti
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- L’Occidente e il martirio incomprensibile del nemico
- Che vi piaccia o meno, quella dell’Iran è una guerra anticoloniale
- Nigeria, tra guerra e fintech: il Paese dove jihadisti e startup convivono
- Un Paese senza passato: come l’Italia ha smesso di capire se stessa
E ti consigliamo
- Malagrazia, viaggio tra streghe e inquisizione
- Un’abitudine inesauribile, scrivere di cinema
- Oltre il confine. Riflessioni dal crepuscolo dell’Occidente
- Pancia di balena
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult













