La terza repubblica: il ritorno dei blocchi sociali

Dopo le clientele, il ritorno dei blocchi sociali. Interessi di classe contrapposti con visioni del mondo contrapposte. È davvero nata la terza repubblica?

La terza repubblica

Di Tommaso Nencioni*

La seconda repubblica è stata un regime clientelare. Nel senso che gli schieramenti che si contendevano il potere non erano espressioni di interessi divergenti, ma di spezzoni di classe dominante in lotta tra di sé. Clienti, appunto.

Se vinceva il centrodestra non vinceva una parte della società, vincevano quelle clientele che dalla vittoria del centrodestra avrebbero guadagnato qualcosa. E viceversa col centrosinistra.

La crisi ha rotto questo equilibrio, e il M5S è stata l’espressione italiana di questa rottura. Il blocco clientelare ha provato ad arginare i 5s con un mix di conventio ad excludendum e tentativo di coinvolgerli nel gioco trasformista. Tentativo che avrebbe potuto anche riuscire, non fosse stato, da una parte, per l’assoluta cretineria politica del duo Letta-Draghi, dall’altro per l’irruzione della leadership del Comandante Conte.

Il dibattito parlamentare col duello tra Conte e Meloni (il resto è tutta frittura, cicaleccio di contorno) andato in scena a reti unificate, ha sancito il ritorno ad una dialettica politica basata sui blocchi storici. Interessi di classe contrapposti con visioni del mondo contrapposte. O di qua, o di là. Vincono o perdono classi e ceti. La repubblica clientelare è finita.

* grazie a Tommaso Nencioni

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