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giovedì, Luglio 7, 2022

Oscurato dai media ma Paolo Berdini è il miglior candidato Sindaco di Roma

Forse non lo sapete perchè nessuno ne parla, quasi come vigesse un divieto, ma c’è un uomo di qualità che si candida a fare il sindaco di Roma, si chiama Paolo Berdini ed è un eccellente urbanista. Conosce Roma come pochi, soprattutto quella parte della città emarginata che quotidianamente ne vive le difficoltà, l’abbandono, l’inadeguatezza della politica.

Non c’è comitato di quartiere, associazione territoriale, gruppo di attivismo urbano che non lo conosca e l’apprezzi. Eppure la sua candidatura è stata completamente oscurata: non v’è traccia della sua presenza sui media, sulle tv; nei dibattitti vengono invitati i soliti ‘quattro’, continuando a dare uno spazio inusitato a Carlo Calenda, da un anno in campagna elettorale permanente, in base a un consenso immaginario che gli viene attribuito a prescindere.

Un ostracismo in cui la prima vittima è la cittadinanza privata di una vera scelta, che appare già calata dall’alto, con una forbice di possiblità – da Michetti a Gualtieri- che comunque vada non provocheerà troppi scossoni.

Ma se Berdini non ha alcuna chance in questa tornata elettorale, perchè dovrebbe essere votato? A questo ha provato a rispondere Sandro Medici con una riflessione.

Malintese certezze, compiacenti incertezze: perchè votare Paolo Berdini

Vorrei offrire alla vostra riflessione alcune considerazioni politiche, che credo utili in vista delle prossime elezioni comunali. Lo faccio con una certa riluttanza, in verità; so quanto incida in tutti noi la dubbiosa e sofferta inquietudine che attraversa le nostre coscienze e che rende contraddittorie e contrastanti le nostre intenzioni.

La sinistra romana vive forse uno dei momenti più critici della sua storia, divisa come non mai e a rischio, se non di estinzione, certo di irrilevanza. E le sue penose divisioni riguardano sia chi ha deciso di collocarsi nella coalizione di centrosinistra, sia chi se ne discosta nettamente.

Ritenendo, i primi, che sia l’unica possibilità di sopravvivenza, sostenendo, i secondi, che l’origine delle nostre sventure stia proprio nel parassitismo verso il Pd. Incapaci tuttavia, entrambi, di aggregarsi tra loro. Sulla scheda ci saranno due liste a sostegno di Gualtieri, e quattro (o più) che propongono un’alternativa di opposizione.

So bene quanto questo quadro susciti confusione e disorientamento, oltreché sconforto e desolazione. Ma per quanto sia spiacevole, è così che oggi si rappresentano le proposte politiche della sinistra romana.

A questa amara e debilitata condizione, mi sono infine risolto a una scelta che mi sembra la più coerente, efficace e credibile. Ho deciso di votare Paolo Berdini e la sua lista “Roma ti riguarda”. Non sono qui a persuadervi che sia la migliore, inclini come sono a rispettare sia le malintese certezze, sia le compiacenti incertezze.

Permettetemi però di accennare le due principali ragioni che mi hanno portato ad affiancarmi alla battaglia elettorale di Berdini.

La prima è di carattere generale, e cioè non intendo arrendermi al triste realismo dell’unico mondo possibile, a quel modello politico liberista, di cui in Italia si fa interprete e garante il Pd, che produce ingiustizia, disuguaglianza, sfruttamento, responsabile delle sciagure ambientali che stanno mettendo irrimediabilmente a rischio l’assetto naturale del pianeta, oltreché le nostre stesse vite.

La seconda è più specifica, ma non per questo meno importante, e riguarda il prossimo consiglio comunale: qualsiasi sia la maggioranza che lo comporrà, la presenza al suo interno di Paolo Berdini sarà una garanzia per noi tutti.

Non solo sarà capace di contrastare i dannosi e sbagliati intendimenti che già si profilano in campagna elettorale, ma anche, forse soprattutto, rappresentare un riferimento per tutte le lotte di opposizione ai poteri forti e le tante soggettività democratiche della nostra città.

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Sandro Medici
Sandro Medici
Giornalista, ha lavorato per circa vent’anni al Manifesto, fino a diventarne direttore. Per dodici anni è stato presidente di Cinecittà, dov'è stato eletto per tre volte consecutive. Ha pubblicato diversi libri: “Vite di poliziotti” (Einaudi, Torino, 1979), “Via Po” (Manifestolibri, Roma, 1987), “Un figlio” (Baldini e Castoldi, Milano, 1996), “Vùlture” (Intramoenia, Napoli, 2003).

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