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martedì 17 Maggio 2022
PolisÈ tempo di riflessioni tra guerra e pace

È tempo di riflessioni tra guerra e pace

“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.” (Enrico Berlinguer)

Riflessioni tra guerra e pace

Di Roberto Musacchio.

Con tutta evidenza siamo dentro un ulteriore momento costituente. Che poi può diventare distruggente se si va alla guerra mondiale.

Leggo paragoni con l’11 settembre che non c’entrano nulla perché non stiamo di fronte al terrorismo e anche perché le reazioni guerresche sono state un disastro culminato con la riconsegna dell’Afghanistan ai talebani.

Sono ridicoli i paragoni con la lotta al nazismo perché la Russia non lo è e quella fu fatta con la Russia. Più consona la continuità di questa UE col dopo ’89 gestito in chiave anticomunista con Maastricht, il liberismo di Stato, il revisionismo storico, gli allargamenti per influenze, che però influenzano al punto che le presenze storicamente legate alla eredità degli sconfitti nazifascisti in questa UE crescono con il loro revanscismo.  La tendenza a partecipare ad uno scontro “programmato” tra “Atlantismo e Oriente“.

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Che fare dunque? Quello che avrei fatto nel 1992 quando proposi una Costituzione europea e non Maastricht. Una UE come “normale entità politica democratica” e non sommatoria di governance e nazionalismi, fuori dalle vecchie alleanze tipo NATO che chiederei di sciogliere, promotrice di un governo democratico mondiale intorno all’Onu riformato (dove stare come UE) e a Parlamenti continentali.

Si può fare?

Credo sarebbe stato il sogno di Berlinguer, Brandt, Palme e del movimento pacifista che negli anni ’80 parlava di Europa dall’Atlantico agli Urali lottando contro i missili USA e URSS.

Difficile per quante destre ci sono in questa UE, per un partito socialista che ha fatto tutto il contrario, per le governance intrecciate con Washington e Tel Aviv, per i nazionalismi per cui la Germania rompe il tabù per riarmare se stessa “in occasione dello scontro con i russi” cosa anche orribile per la memoria storica, perché Maastricht è tale che nemmeno il brevetto sui vaccini si toglie e il mercato come noto porta più guerre che grandi valori.

Però si può proporre. Anzi si deve. Se resta il tempo.

 

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