Quotidiano on-line ®

26.7 C
Rome
giovedì, Agosto 11, 2022

La politica italiana sconnessa dalla realtà e gli entusiasmi surreali di Letta

Le parole trionfanti del segretario Enrico Letta contrastano con la realtà di una politica italiana (PD compreso) del tutto moribonda.

La politica italiana sconnessa dalla realtà

I recenti eventi che hanno fatto seguito al secondo turno delle elezioni amministrative del 26 giugno dimostrano solo una cosa: che il Partito Democratico è totalmente disconnesso dalla società italiana.

I festeggiamenti dei dem e del loro segretario Enrico Letta hanno del ridicolo di fronte alla condizione disastrosa del Paese, alle folli politiche dell’attuale governo sostenuto anche dal PD e allo stato generale della politica italiana, priva, nel suo complesso, di qualsiasi sostegno popolare.

Secondo Letta e compagnia, il PD avrebbe ottenuto un grande trionfo alle elezioni amministrative. Questo perché il centro-sinistra ha strappato al centro-destra Alessandria, Catanzaro, Lodi, Monza, Piacenza e soprattutto Verona, dove ha avuto grande eco la vittoria dell’ex calciatore della Roma e della nazionale italiana Damiano Tommasi. In compenso, il centro-destra ha sottratto allo schieramento avversario solo Lucca e Palermo.

Questa lettura è volutamente superficiale e banale, ignorando molti elementi che dimostrano come quella ottenuta dal PD sia al limite una vittoria di Pirro.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in un precedente articolo, queste elezioni amministrative non hanno veri vincitori, ma hanno unicamente dimostrato la totale disconnessione tra la politica e il popolo italiano, con l’affluenza alle urne che ha raggiunto i minimi storici.

Ad Alessandria, il democratico Giorgio Abonante avrà pure ottenuto la carica di sindaco, ma al ballottaggio ha votato solo il 37,13% degli aventi diritto. Stesso discorso a Monza, con una partecipazione del 26,82% a sostenere la vittoria di Paolo Pilotto. Un po’ meglio è andata a Catanzaro, dove il 42,22% dei cittadini ha partecipato all’elezione di Nicola Fiorita, e a Piacenza, con un’affluenza alle urne pari al 42,18% per l’elezione di Katia Tarascioni. Anche nella stessa Verona, nonostante la grande campagna mediatica in vista della possibile vittoria di Tommasi, la partecipazione è rimasta sotto il 50% (46,76%).

Se poi vogliamo concentrarsi sul numero dei consensi, si noterà, ad esempio, che a Verona la lista civica a sostegno di Tommasi, alla quale hanno aderito anche il Movimento 5 Stelle e il Partito Socialista Italiano, ha ottenuto più voti del PD, oppure che a Catanzaro i democratici affermano di aver vinto sebbene la loro lista abbia preso solo il 5,80% delle preferenze.

Questi numeri ci dicono che i partiti politici della borghesia italiana, quelli che fingono una contrapposizione inesistente, e che in realtà sono parimenti genuflessi di fronte ai padroni di Washington e Bruxelles, continuano a giocare da soli ad un gioco che oramai i cittadini rifiutano.

Nessuna elezione con una partecipazione inferiore al 50% può godere di una reale legittimazione popolare, fondamento principale della democrazia borghese di stampo occidentale. A partecipare al gioco elettorale oramai è una minoranza, e coloro che vengono eletti spesso hanno il sostegno di meno di un terzo degli aventi diritto.

Nessun partito che non si sia totalmente privato della propria dignità – cosa che invece il PD ha fatto da anni – avrebbe il coraggio di festeggiare un risultato di questo tipo, sventolando una presunta vittoria ai danni di chi, in realtà, sostiene lo stesso governo guerrafondaio e filoimperialista di Mario Draghi; esecutivo che secondo Letta uscirebbe “rafforzato” da queste elezioni amministrative: un’affermazione priva di qualsiasi senso, visto che Draghi è sostenuto anche dai partiti di centro-destra, ad esclusione di Fratelli d’Italia, e che quindi le amministrative non avrebbero in nessun modo cambiato l’assetto del governo nazionale.

La realtà è che tutti i partiti presenti in parlamento rappresentano fazioni interne al partito unico della borghesia capitalista e atlantista, serva dell’imperialismo statunitense e della tecnocrazia dell’Unione Europea. Il dibattito pubblico viene volutamente dirottato su temi di secondaria importanza, mentre nessuno osa mettere in dubbio le fondamenta marce del sistema politico ed economico in vigore, facendolo passare come naturale e inevitabile.

Al contrario, riteniamo che sia necessario costruire una forza in grado di opporsi alla logica della classe dominante e di proporre seriamente un progetto di liberazione nazionale, che permetta all’Italia di liberare finalmente il proprio territorio nazionale occupato militarmente dal 1945 ad oggi dalle truppe statunitensi, abbandonando di conseguenza l’Unione Europea e la NATO. Non vi è nessuna possibilità di agire al di fuori degli schemi prestabiliti se prima non ci si affranca dalla duplice gabbia che è stata imposta all’Italia e agli altri Paesi europei per ridurli al ruolo di servi fedeli dell’imperialismo nordamericano e del capitale transnazionale.

Giulio Chinappi è su World Politics Blog

Il piano di pace italiano: Draghi lo ha già declassato a "esercizio di stile"

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL LINK – Kulturjam Shop
kj gadget
Giulio Chinappi
Giulio Chinappihttps://giuliochinappi.wordpress.com/
Laureato in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale e in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo. Ha svolto numerose attività con diverse ONG, occupandosi soprattutto di minori. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli