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martedì 17 Maggio 2022
PolisDal mussoliniano "o burro o cannoni" al draghiano "o pace o condizionatori"

Dal mussoliniano “o burro o cannoni” al draghiano “o pace o condizionatori”

Mentre solerti carabinieri trovavano una pistola nel bagno della sede nazionale del sindacato USB, Mario Draghi poneva al popolo un’alternativa stringente: o pace o condizionatori.

Di Giorgio Cremaschi.

Pistole e pace o condizionatori

Mentre solerti carabinieri trovavano una pistola nel cesso della sede nazionale del sindacato USB, a seguito della denuncia anonima di colui che ce l’aveva messa, il Presidente del Consiglio Mario Draghi poneva al popolo un’alternativa stringente. Dovete scegliere tra la pace ed i condizionatori, ha detto solennemente il banchiere capo di governo.

Queste parole vengono da lontano, da quando Mussolini proclamò il dovere patrio di scegliere tra burro e cannoni. E prima ancora da quando la regina Maria Antonietta suggerì di dare brioches al popolo che non aveva il pane.

La frase di Draghi viene dalla natura profonda di questo governo e del suo leader, una natura guerrafondaia ( sì perché la pace di Draghi è in realtà la guerra alla Russia) e profondamente reazionaria e classista ( perché non stiamo rinunciando ai condizionatori, ma a reddito diritti servizi istruzione e salute, mentre aumentano le spese militari).

Dal mussoliniano o burro o cannoni al draghiano o pace o condizionatori
Burro o cannoni \ O pace o condizionatori

Quasi in contemporanea a Draghi che irrideva ai nostri sacrifici per la sua guerra, il Senato della Repubblica prendeva un decisione che dire scandalosa è un complimento.

In commissione finanze la maggioranza di governo più Meloni, meno i Cinquestelle che come sempre han detto boh, votava di togliere l’IVA dalla vendita sulle armi. Che dunque per i senatori di Draghi sono più necessarie del pane, che l’IVA la mantiene.

Questa è l’Italia di oggi , con un governo tanto sfrontato e arrogante verso i bisogni sociali e civili del paese, quanto servile verso gli ordini della NATO e degli USA.

Un paese dove non finiscono nel cesso le spese per la guerra e le armi, come dovrebbe essere, ma solo una pistola per cercar di inguaiare un sindacato che lotta.

Un paese dove quelli che vogliono davvero la pace sono accusati di essere servi di Putin, da coloro che parlano di pace ed intendono la terza guerra mondiale.

Ma davvero dovremmo sacrificarci addirittura morire per questa classe dirigente, le sue armi e le sue guerre? O pace o condizionatori?

No è giunta l’ora di ribellarci davvero a questo insieme di ferocia e cialtroneria che ci governa. In fondo la pistola nel cesso è una metafora di dove dovrebbero finire le armi, la guerra e chi le sostiene.

Non ci convincerete che armare la guerra vuol dire cercare la pace

Forum Europeo contro la guerra

Tanta gente alla assemblea internazionale a Roma contro la guerra.
Da tutta Europa voci contro l’ invasione russa dell’Ucraina, le armi, l’escalation, le spese militari, la NATO. Chi paragona la necessità di fermare l’invasione russa alla guerra contro il nazismo, quando non è solo un ignorante, vuol spingerci ad accettare come inevitabile la terza guerra mondiale.
Se infatti la guerra ucraina è come la guerra mondiale al nazifascismo, allora non ci sono mediazioni o trattative possibili, ma bisogna solo vincere la guerra, a qualsiasi costo.
Se vuoi la pace fai la pace e Libertà per ASSANGE primo prigioniero politico europeo per conto degli USA che non gli perdonano di aver rivelato la verità sulle loro sporche guerre

Qui la DIRETTA

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

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