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sabato 11 Settembre 2021
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Il vantaggio delle destre: la possibilità di mentire

Perchè le destre possono affidare ruoli politici a personaggi spesso cialtroneschi e continuare a crescere nei sondaggi? Perchè possono mentire: è il vero vantaggio delle destre.

Di Bruno Lai per La Bottega del Barbieri.

Il vantaggio delle destre: le destre mentono

Questa  riflessione nasce da un’amara constatazione. Le destre sono in forte ripresa in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. Le sinistre sono in forte affanno, Italia compresa.

Le destre affidano spesso ruoli politici di primo piano a personaggi poco preparati, a volte addirittura cialtroneschi. Ma crescono nei sondaggi e nei risultati elettorali! Le sinistre anticapitaliste hanno tra le loro file persone molto competenti, serie ed affidabili.

Ma spesso non riescono a raggiungere efficacemente il grande pubblico, calano nei sondaggi e nei risultati elettorali. Talvolta addirittura nemmeno si presentano alle elezioni.

Nella comunicazione politica le destre hanno un grande vantaggio strategico: sanno di dover mentire! È un vantaggio paradossale ma efficace.

Da diversi decenni le destre stanno aumentando i loro consensi perché hanno preso atto che, in democrazia, per ottenere consenso e voti devono mentire.

Difendono gli interessi (anche illeciti) di ristrette minoranze, ma hanno bisogno dell’assenso e dei voti di molti elettori. Ecco perché devono mentire ed hanno imparato a farlo efficacemente.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io vi ruberò 49 milioni di euro»! Intanto in anticipo non saprebbe quanto riuscirà a rubare una volta eletto. Ai suoi elettori mentirà dicendo: «Votatemi, ed io vi difenderò dai migranti», che ovviamente non costituiscono affatto un pericolo. Oppure dirà: «Votatemi, ed io vi difenderò dal pericolo comunista» o da qualche altro pericolo inesistente nella realtà; magari dal pericolo microcriminalità, in una fase storica in cui i reati contro la persona sono in forte diminuzione.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, perché le mie aziende sono piene di debiti ed io ho bisogno di rimetterle in sesto a spese vostre». Mentirà promettendo altro. Magari una sicurezza che già c’è. Oppure un milione di nuovi posti di lavoro!

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, perché altrimenti rischio che la magistratura mi condanni per uno dei molti reati che ho commesso». Mentirà promettendo, piuttosto, una “riforma” della magistratura, oppure dei referendum.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io diminuirò le tasse ai ricchi e le solleverò per tutti gli altri». Piuttosto mentirà promettendo «Meno tasse per tutti».

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io farò morire le persone in mare». Mentirà promettendo di difendere i confini della Patria, che ovviamente non sono in pericolo.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io metterò in difficoltà alcuni tipi di famiglie». Mentirà dicendo di voler difendere la famiglia “tradizionale”, che naturalmente non corre alcun pericolo.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io distruggerò la democrazia dall’interno». Piuttosto mentirà promettendo qualche “riforma” per velocizzare l’azione dell’esecutivo.

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Votatemi, ed io farò aumentare la povertà, a vantaggio di pochissimi super ricchi». Mentirà affermando di voler far tornare grande il suo paese.

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Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori: «Sì, è vero, mi piacciono le prostitute minorenni». Piuttosto mentirà dicendo «Non ho mai pagato una donna», «era la nipote di Mubarak», o addirittura, con sprezzo del ridicolo: «la pagavo affinché non fosse costretta a prostituirsi».

Un politico di destra non dirà mai ai suoi elettori la verità, ma la menzogna propagandistica più idonea a fargli vincere le elezioni.

Gli esempi sopra riportati non sono gli unici. Le destre mentono anche attraverso la loro ideologia neoliberale, attraverso la narrazione menzognera che questa ideologia fa del presente, del passato e dei processi economici.

Luciano Gallino, padre nobile della sociologia italiana, ha scritto che il neoliberalismo è riuscito a far credere che le sciagure da esso prodotte, lasciando briglia sciolta ai mercati, fossero in realtà risultato di politiche di intervento dello Stato nell’economia: «in ripetuti casi, che vanno dalla recessione degli anni ’30 alla crisi in atto, il neoliberalismo è riuscito anche nel capolavoro di presentare i disastri economici che le politiche da esso suggerite avevano combinato quasi fossero l’effetto di politiche keynesiane inefficienti».

L’operazione di mistificazione della realtà si è ripetuta anche più di recente, nel 2010, anno in cui il capitalismo finanziario ha mandato a segno «il suo ultimo capolavoro: rappresentare il crescente debito pubblico degli stati non come l’effetto di lungo periodo delle sue proprie sregolatezze e dei suoi vizi strutturali, largamente sostenuti e incentivati dalla politica, bensì come l’effetto di condizioni di lavoro e di uno stato sociale eccessivamente generosi».

Del resto, le destre non mentono soltanto contro la sinistra. Mentono anche ai propri elettori, anzi: soprattutto ad essi! Tra i tanti modi possibili, c’è il push poll, il “sondaggio con spinta”.

Nel 2000 alle primarie del partito repubblicano, si sfidavano John McCain, veterano del Vietnam, in netto vantaggio, e George W. Bush, che per i suoi trascorsi con l’alcol non incarnava il tipo di candidato più apprezzato dagli elettori repubblicani.

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In che modo gli strateghi della campagna elettorale di Bush riuscirono ad indurre i potenziali elettori di McCain a non votarlo? Con un finto sondaggio, appunto un push poll.

Nel South Carolina agli elettori repubblicani, che secondo i sondaggi avrebbero preferito McCain, arrivò una telefonata per un sondaggio fittizio. Tra le tante domande rivolte ai cittadini, c’era quella fatale: «Lei voterebbe per il candidato John McCain sapendo che ha avuto un figlio illegittimo da una donna di colore»?

Nascosta nella domanda c’era l’informazione falsa secondo cui McCain aveva avuto una relazione extraconiugale da cui era nata una figlia. Esistevano foto della famiglia McCain in cui compariva anche una ragazza nera. Ma non si trattava di una figlia “illegittima”, bensì di una figlia adottiva.

La menzogna della relazione extraconiugale con una donna di colore venne fatta circolare anche attraverso volantini anonimi. Questo trucco fu sufficiente ad alienare le simpatie degli elettori a John McCain, quel tanto che fu sufficiente a far prevalere Bush alle primarie.

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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