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giovedì 19 Maggio 2022
PolisMondoI missili della propaganda perdono il controllo

I missili della propaganda perdono il controllo

Blinken, segretario di Stato Usa: «la guerra durerà tutto l’anno». Zelensky: «Il nucleare russo minaccia per il mondo». Invio di armi, e Putin protesta con gli Usa mentre la sua propaganda in casa per ora gli blinda il consenso. L’Italia che probabilmente non crede affatto alle sparate di Binken sulla guerra infinita, riapre l’ambasciata a Kiev.

Di Remocontro*

I missili della propaganda a guida molto poco intelligente

Propaganda e contraddizioni

Il presidente ucraino Zelensky alza il tiro e rilancia la preoccupazione per una minaccia nucleare, il presidente americano Joe Biden rinuncia al viaggio in Ucraina, il segretario di Stato Antony Blinken, sostiene che la guerra in Ucraina potrebbe prolungarsi per tutto il resto del 2022. «Nessun piano per visita di Biden a Kiev. No, non manderemo il presidente in Ucraina », dichiara la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ma «una delegazione comunque di altissimo livello a Kiev».

Neutralità venduta e chiamata alle armi

La questione Finlandia, affrontata dal Sole 24 Ore. «È altamente probabile che la Finlandia entri nella Nato, il processo di candidatura dovrebbe essere il più rapido possibile». Lo ha detto il ministro finlandese per gli Affari europei Tytti Tuppurainen secondo cui «ora c’è un profondo cambiamento nelle relazioni tra Russia e Finlandia, che la “rattrista”».

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Versione Cia

Rincara la dose il direttore della Cia, Bill Burns, voce non proprio ‘terza’ che durante un discorso alla Georgia Institute of Technology, ha specificato che gli Stati Uniti d’America non stanno prendendo “alla leggera” la possibilità che la Russia utilizzi armi nucleari tattiche. Altro allarmismo e benzina sul fuoco oltre il genocidio denunciato da Biden. Salvo poi dover precisare, «Anche se al momento non ci sono movimenti russi che facciano presagire uno scenario simile nel breve termine».

Finlandia e Svezia nella Nato?

Decisamente più prudente e articolato il ragionamento di Gian Giacomo Migone sul Manifesto. «L’addio alla neutralità è un regalo agli Usa e alla politica di guerra di Putin che gli assicura consensi interni. E contro l’art.10 atlantico: le adesioni non pregiudichino la sicurezza». Insomma, l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato non ne rafforzerebbe la sicurezza, sarebbe una sconfitta per l’Unione europea e per la stessa Ucraina, rendendo più difficile una soluzione pacifica della guerra.

Altro regalo Nato a comando Usa

Secondo molte valutazioni europee, si tratterebbe di un ulteriore regalo alla Nato, alla presidenza Biden a corto di consensi di politica interna, ad altri governi europei, ma non europeisti, da parte di Vladimir Putin. «La sua aggressione militare, che ha cosparso l’Ucraina di vittime, distruzione fisica ed emigrazione di massa, per quanto indotta da precedenti politiche occidentali, ha mutato l’orientamento prevalente dell’opinione pubblica in Finlandia e, pur in bilico, anche in Svezia». «Se vi fossero ancora dubbi sulle preferenze in proposito del Cremlino, basti tenere presente la recente concentrazione di truppe russe ai confini della Finlandia».

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La politica di guerra utile a due

La politica di guerra assicura a Putin consensi interni, legittimazione dei propri metodi dittatoriali, in nome del rilancio di una politica imperiale frustrata ed umiliata dalla precedente caduta del Muro», ribadisce Migone. Una perfetta giustificazione ai costi in ascesa del complesso militare-industriale, a suo tempo vanamente denunciato dal presidente e generale Eisenhower e ulteriormente alimentato dalle esportazioni di armi in Ucraina? “Un ulteriore passo nella direzione di una spartizione di territori europei, alimentata dalla continuazione della guerra in corso“.

La strategia della tensione

Mosca ha inviato a Washington una nota diplomatica formale avvertendo che le spedizioni Usa e Nato di sistemi d’arma “più sensibili” all’Ucraina stanno “alimentando” il conflitto e potrebbero portare a “conseguenze imprevedibili”, come riporta il Washington Post. La nota russa segue l’approvazione da partedel presidente Biden dell’invio di nuove armi, inclusi elicotteri Mi-17 e Howitzer da 155 mm, per altri 800 milioni di dollari.

Ue tra ambasciate ed embargo

È stata riaperta ieri l’Ambasciata italiana a Kiev, con il ritorno dell’ambasciatore Pier Francesco Zazo. Anche la Francia riapre la propria Ambasciata. Mentre l’Unione europea sta preparando un embargo graduale alle importazioni di prodotti petroliferi russi, ma la misura non verrà varata fino a dopo il ballottaggio delle elezioni presidenziali francesi il 24 aprile.

L’articolo originale è stato pubblicato su Remocontro.

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