21.5 C
Rome
mercoledì 11 Maggio 2022
PolisGuerra in Ucraina: i 10 cambiamenti che ci aspettano

Guerra in Ucraina: i 10 cambiamenti che ci aspettano

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, in sole due settimane ha prodotto una serie di conseguenze inimmaginabili e non solo per le parti in causa, ma per il resto del mondo. Tra apparenze e dubbi.

La Nato che si scopre impotente il ricompattamento degli Stati dell’Unione Europea, in attesa che, superata la crisi, vengano fatto i conti delle responsabilità reali prima della imperdonabile aggressione russa. E le alleanze internazionali sempre meno storiche e ideologiche e sempre più di convenienza.

Europa-Stati Uniti, Russia-Cina. Dare-avere.
Dall’ipotesi francese di un esercito europeo alla decisione tedesca di riarmarsi. Da un flusso migratorio senza precedenti rispetto alla vecchia teoria dei muri, alla rinvio sino die della transizione energetica.

“Un vero game-changer“, per l’Ispi che studia la politica internazionale. “Comunque vada a finire il conflitto, il mondo di domani potrebbe non essere più lo stesso”.

Di Rem*

Ucraina e NATO la paura reciproca di Putin e dell'Occidente

Guerra in Ucraina, i primi 10 cambiamenti

Dalla guerra al virus alla guerra vera

«Due anni fa, l’inizio della pandemia ha cambiato il volto del mondo portando i paesi ad adottare misure da tempi di guerra». Dalla chiusura dei confini al coprifuoco e ai lockdown. Con l’Europa che prima ha litigato sui contagi e poi sui vaccini, arrivando a fatica a un difficile coordinamento. Neppure il tempo per cercare di recuperare la crisi economica da pandemia con una difficile solidarietà, e ora a rincorrere altri soldi, 500 milioni di euro, per ‘armi letali’ da dare all’Ucraina aggredita.

Unione europea esportatrice di armi

L’UE per la prima volta nella sua storia ha deciso di esportare armi. «I Trattati impediscono a Bruxelles di utilizzare il budget comunitario per motivi bellici. Ma i Ministri dell’UE hanno aggirato il divieto conla European Peace Facility, che può mobilitare fino a 5 miliardi di euro per aiuti militari. 500 milioni sono stati immediatamente utilizzati per inviare armi sul fronte ucraino», ci spiega l’Ispi. A seguire (vedi Orteca nel pezzo precedente), Berlino ha anche annunciato un aumento della spesa militare da 100 miliardi.

L’Atlantico torna a restringersi

Relazioni transatlantiche ai minimi termini durante la Presidenza Trump. Con Biden alla Casa Bianca, nel 2021 le frizioni commerciali sono state parzialmente risolte e oggi, la guerra in Ucraina ha riavvicinato le due sponde dell’Atlantico anche dal punto di vista geopolitico, con una convergenza non proprio totale sulle misure da prendere contro la Russia.

Migranti: dai muri alla frontiere aperte

L’UE ha approvato l’utilizzo della Direttiva di Protezione Temporanea, che darà alle persone provenienti dall’Ucraina (salvo alcune categorie) il diritto di essere accolti nell’UE con procedure semplificate usate per la prima volta e dà ai rifugiati di guerra una protezione senza precedenti, con accesso al sistema educativo, al mercato del lavoro, alloggio e assistenza sociale, con un rinnovo automatico di un anno.

I migranti ‘altri’

Svolta umanitaria rispetto alle “crisi migratorie” del passato, «come quello del 2015 nel Mediterraneo, la chiusura dei confini da parte dell’Ungheria, o il recente trattamento dei migranti e richiedenti asilo al confine tra la Bielorussia con Polonia e Lituania». Una svolta che ha fatto parlare di doppio standard nel trattamento dei migranti in base ai paesi di provenienza, se non del colore della pelle.

Sanzioni a colpire chi?

Le prime sanzioni alla Russia nel 2014, con l’annessione della Crimea e il sostegno ai separatisti nel Donbass. «Quelle misure ebbero un’efficacia limitata portando alla “cristallizzazione” dell’occupazione in Ucraina». Otto anni dopo, la situazione è diversa. Dopo decisioni “timide” dovute anche a visioni divergenti tra gli Stati a tutelare i propri interessi nazionali, soprattutto sul fronte energia.

‘Climate change’ quasi addio

Nel 2020 i grandi annunci di svolta climatica e all’inizio del 2022 peggio di prima. L’Europa prima annuncia l’inserimento del nucleare e del gas tra le fonti ‘green’, e ora si parla di riapertura di centrali a carbone, per far fronte a prezzi del gas impazziti e per cercare di ridurre la dipendenza dalla Russia.

Nato rifugio di fatto impotente

Per Trump la Nato era inutile e per Macron era ‘cerebralmente morta’. «La guerra in Ucraina ha innescato un cambiamento di approccio nella politica estera di attori la cui neutralità sembrava consolidata verso una presa di posizione attiva nei confronti della Russia». Persino la Svizzera, la cui neutralità dura dal XVI secolo ed è sopravvissuta a due guerre mondiali, si è schierata con sanzioni alla Russia e armi all’Ucraina.
«E la paura di Putin di una espansione a Est dell’Alleanza Atlantica sembra sempre di più una profezia che si autoavvera».

Rapporto Cina-Russia

Disparità di vedute e di analisi. Presa di distanze in modalità cinese dalle scelte di Putin o una strategia maliziosamente concordata con favori di conquista, leggi Taiwan, in cambio? Resta il fatto certo di una spostamento geopolitico della Russia di Putin dall’Europa verso l’Asia. Altrettanto certo l’aumento dell’interscambio economico ed energetico Russia-Cina. Pechino primo partner commerciale di Mosca, e il contratto per il raddoppio del gasdotto “Power of Siberia”.

Valute: dal petrodollaro al bitcoin?

La valute forti come bene rifugio. Ma quali sono oggi, via via che stanno entrando in vigore le sanzioni economiche che hanno fatto crollare a picco il valore del rublo e probabilmente incideranno sull’Euro e forse sul dollaro? «A causa del difficoltoso accesso ai canali “tradizionali” dei mercati finanziari internazionali, in Russia (ma anche in Ucraina) ha ripreso vigore il ricorso al Bitcoin come nuovo bene rifugio. Bitcoin valuta di guerra?».

Articolo originale pubblicato su Remocontro

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

Leggi anche


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli