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L’attacco iraniano al giacimento qatariota di Ras Laffan riduce il 17% della capacità per anni: meno gas per l’Italia, prezzi in salita e rischio crisi. Sullo sfondo escalation militare e responsabilità politiche che aggravano instabilità ed economia. Meloni e Schelin condividono il…silenzio.
Gas in fiamme nel Qatar, politica muta*
Secondo il CEO di Qatar Energy, l’attacco iraniano al giacimento di Ras Laffan (il più grande e più produttivo del mondo) ha creato danni per oltre 25 miliardi di dollari, distruggendo per 3-5 anni il 17% della sua capacità estrattiva, che riforniva anche l’Italia. Il CEO ha già detto che non sarà quindi in grado di fornire all’Italia le quantità previste, facendoci precipitare in una crisi di lungo periodo che può ovviamente ancora peggiorare moltissimo in caso di ulteriori attacchi agli impianti.
Il mondo intero (pure Trump!) sa che l’attacco è stato deliberatamente provocato da Israele, che ieri ha bombardato gli impianti di estrazione iraniani nella piena consapevolezza che per rappresaglia l’Iran (come aveva più volte promesso) avrebbe colpito gli impianti estrattivi dei paesi del Golfo.
In pratica, grazie alla follia distruttiva dello stato di Israele (la guerra contro l’Iran è ancor oggi supportata dal 93% degli ebrei israeliani), ora l’Italia ha un buco grosso come una casa nelle forniture di gas, i cui prezzi sono ovviamente in rapidissima crescita, con conseguenze facilmente prevedibili sull’economia italiana in generale.
A questo punto, pure un criceto cerebroleso ha capito che lo stato di Israele è la principale minaccia alla pace e al benessere del mondo intero, e in particolare dell’Europa che vedrà ulteriormente accelerare il suo già avviato declino, seppellendo le già pallide speranze di ripresa.
Eppure, nonostante la clamorosa evidenza dei fatti, nonostante le chiarissime e deliberate responsabilità israeliane e nonostante il fatto che se l’aggressione all’Iran continuasse la situazione potrebbe peggiorare a dismisura (l’83% dell’impianto qatariota è ancora intatto.. per ora) ancora oggi Elly Schlein NON chiede, illico et immediate, il blocco totale delle relazioni diplomatiche ed economiche con Israele.
Non bastano ottant’anni di pulizia etnica, non basta un genocidio, non basta l’invasione del Libano, non basta la follia perpetrata ieri, non basta neanche il concreto rischio che il baratro si possa ulteriormente allargare con conseguenze imprevedibili. Israele sta precipitando il mondo intero in una crisi economica e sociale che potrebbe facilmente portare a una guerra mondiale, ma Elly Schlein (la segretaria del PD più a sinistra degli ultimi anni) non ha neanche il coraggio di chiedere a Meloni di ritirare l’ambasciatore a Tel Aviv.
Io non so se Schlein faccia tutto ciò per errato calcolo politico, o se sia ricattata, se sia connivente o semplicemente una povera idiota. Quello che so è che anche se il PD trionfasse alle prossime elezioni, l’Italia continuerebbe ciecamente e servilmente a portare acqua con le orecchie allo Stato genocida e distruttore anche a costo di annichilire non solo palestinesi, siriani, libanesi, yemeniti e iraniani, ma pure quel che resta del sistema economico e sociale italiano.
Quindi, andiamo pure a votare NO al referendum per fermare la spallata autoritaria di Meloni e soci… ma andiamoci con la consapevolezza che fino a quando il PD nella sua forma attuale non verrà letteralmente spazzato via dal panorama politico italiano, nessuna speranza di un futuro migliore per noi e i nostri figli potrà mai esserci nel nostro paese.

* Articolo originale è sul blog di Alessandro Ferretti
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