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mercoledì 18 Maggio 2022
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La Francia dopo la conferma di Macron: Mélenchon pensa alle legislative

Il secondo turno delle presidenziali francesi ha visto la vittoria di Emmanuel Macron su Marine Le Pen. Intanto, la sinistra punta alle legislative di giugno, che Jean-Luc Mélenchon ha ribattezzato come “terzo turno”.

Francia: Macron batte Le Pen, Mélenchon pensa alle legislative

Domenica 24 aprile ha avuto luogo l’atteso secondo turno delle elezioni presidenziali francesi, che vedeva, come cinque anni fa, la sfida tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. L’esito finale ha ricalcato quello del 2017, con il capo di Stato in carica che ha ottenuto il 58,5% dei voti validi, anche se in realtà la sua vittoria appare molto ridimensionata rispetto al risultato ottenuto in occasione del suo primo mandato.

Innanzi tutto, Macron era stato eletto nel 2017 superando il 66% delle preferenze ed oltre 20,7 milioni di voti. Rispetto ad allora, il leader de La République En Marche (LREM) ha perso quasi otto punti percentuali e ben due milioni di preferenze.

A questo vanno aggiunti altri due dati: quello dell’astensionismo, che per la prima volta ha superato abbondantemente il 25%, raggiungendo il 28,01%, e quello del numero di schede bianche e nulle. Storicamente, infatti, le presidenziali francesi sono tra le elezioni più partecipate d’Europa, con un’affluenza alle urne che ancora nel 2012 superava l’80%.

Il dato registrato domenica dimostra la disaffezione dei cittadini rispetto ad una politica fatta unicamente dalla classe dominante, sia essa nella sua espressione nazionalista (Le Pen) o mondialista (Macron). Inoltre, l’8,6% dei votanti ha espresso il proprio dissenso con una scheda bianca o nulla, portando la percentuale di coloro che non si sono espressi a superare il 36%.

Questi dati assumono particolare rilevanza se si considera che tra meno di due mesi i cittadini francesi saranno nuovamente chiamati alle urne per le elezioni legislative.

Proprio le legislative di giugno sono il principale obiettivo della sinistra e del Front Populaire di Jean-Luc Mélenchon, che ha ribattezzato questo evento come “terzo turno”.

Sebbene la Francia sia una repubblica semipresidenziale, infatti, l’organo legislativo ed il governo che ne deriva hanno poteri sufficienti per imporre le proprie politiche al presidente, nel caso in cui il primo ministro possa contare su una solida maggioranza parlamentare.

Tale situazione non sarebbe nuova nel corso della V Repubblica Francese, visto che già in passato la maggioranza parlamentare si trovò in contrasto con il presidente.

Nel 1997, ad esempio, il presidente gaullista Jacques Chirac fu costretto a nominare come primo ministro il socialista Lionel Jospin, dopo che il Parti Socialiste e i suoi alleati della coalizione di centro-sinistra, compreso il Parti Communiste Français (PCF), ebbero ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento. Lo stesso era avvenuto a parti invertite nel 1993, quando il presidente socialista François Mitterrand subì una sonora sconfitta da parte della coalizione di centro-destra.

Dopo aver dato indicazione ai propri elettori di fare di tutto per evitare la vittoria di Marine Le Pen e del Rassemblement National (RN), Mélenchon ha chiesto ai cittadini francesi di sconfiggere i due volti della classe dominante alle legislative di giugno. Il leader della sinistra francese ha tenuto infatti un breve discorso nella serata di domenica, subito dopo la pubblicazione dei risultati delle presidenziali.

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Mélenchon ha sottolineato che Macron e Le Pen sono andati al secondo turno rappresentando “poco più di un terzo degli elettori registrati”, a dimostrazione della scarsa rappresentatività popolare di questo duello. “Le urne hanno deciso. La signora Le Pen è stata sconfitta. La Francia ha chiaramente rifiutato di affidargli il suo futuro. E questa è un’ottima notizia per l’unità del nostro popolo”.

“Ora, il signor Macron è il più mal eletto dei presidenti della Quinta Repubblica. La sua monarchia presidenziale sopravvive per default e sotto il vincolo di una scelta parziale. Galleggia in un oceano di astensione e schede bianche e nulle”.

“Il mio pensiero va alle future vittime di questa situazione. Persone che vivono del reddito di solidarietà attiva (RSA, una sorta di reddito di cittadinanza, ndr) e dovrebbero lavorare gratuitamente per 20 ore. Persone logore che andranno in pensione tre anni dopo. Persone prese alla gola finanziariamente e che non vedranno il blocco dei prezzi. Le persone che sanno quanto sia un crimine l’inerzia ecologica del signor Macron. Le persone che vedono con tristezza lo Stato distrutto e il Paese svenduto”.

Stasera inizia il terzo turno. Il 12 e 19 giugno si svolgono le elezioni legislative. Potete battere Macron e scegliere un altro percorso. Il 12 e 19 giugno un altro mondo è ancora possibile se si elegge una maggioranza – sì, ho detto una maggioranza – di deputati della nuova Union Populaire che deve allargarsi. Il blocco popolare che si è formato attorno alla mia candidatura alle elezioni presidenziali è in questo Paese, d’ora in poi, il terzo Stato che può cambiare tutto, se si unisce e si espande. Il 12 e 19 giugno, invitandovi a eleggermi primo ministro, vi invito in verità a realizzare un nuovo futuro comune per il nostro popolo”.

L’appello di Mélenchon si rivolge soprattutto al PCF e ad altre forze politiche di sinistra che in occasione delle presidenziali non hanno sostenuto l’Union Populaire, privando il leader della coalizione di voti che avrebbero potuto permettergli di battere Le Pen e di andare al secondo turno. Con un sostegno più allargato, l’Unione Populaire potrebbe avere le forze per sfidare e battere Macron, che già in altre occasioni, come alle ultime elezioni amministrative, ha dimostrato di non avere un partito radicato sul territorio in grado di imporre i propri candidati in tutta la Francia.

Giulio Chinappi è su World Politics Blog

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Giulio Chinappi
Giulio Chinappihttps://giuliochinappi.wordpress.com/
Laureato in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale e in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo. Ha svolto numerose attività con diverse ONG, occupandosi soprattutto di minori. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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