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Nessuno nega il coraggio di Navalny e le responsabilità del governo russo per il suo regime detentivo, ma l’ipocrisia della nostra politica che celebra i valori di chi si dichiarava apertamente omofobo e razzista sono l’apoteosi della strumentalizzazione a fini bellici.
Fiaccolata per Navalny, l’apoteosi della strumentalizzazione
La fiaccolata per Navalny è la classica situazione grottesca all’italiana che ti fa capire che non c’è niente da fare. Siamo governati da dagli inetti (nell’interpretazione buona della vicenda) e nel mucchio ci metto pure l’opposizione da cui ti aspetteresti qualcosa di meglio. Non da tutta ovviamente: da Renzi e Calenda che ti aspetti? Appunto Calenda.
Questa strepitosa idea è venuta a lui, e se ti propone qualcosa Calenda un paio di domande dovresti fartele. E senza fartele, facendoti guidare dal puro istinto, puoi dare per scontato che sarà sicuramente una boiata pazzesca. E infatti…
Solo a lui può venire in mente di fare una fiaccolata per omaggiare e ricordare un razzista, omofobo. Avete letto bene, razzista e omofobo. La morte non cancella quello che eri. Navalny – oltre alla lotta per la corruzione imbracciata nella seconda parte della sua carriera movimentista – era un razzista, omofobo.
Definiva gli stranieri carie da estrarre e invitava a sparargli (agli stranieri non alle carie). Era dichiaratamente omofobo e definiva la comunità LGBT uno scherzo della natura. Un vero simpaticone. E qui vorrebbero dedicargli una via. Perché non dedicarla anche a Goring?
Così ci potremmo dare un appuntamento tra Corso Goring e via Navalny. Sarebbe una figata! La cosa che proprio non si riesce a capire in Occidente è che non ci sono sempre i buoni e i cattivi. Questa non è una favola con tanto di morale, è la realtà.
Putin è il cattivo, Zelensky è il cattivo e Navalny non era un santo. Scrivo in modo semplice così forse si capisce. Ma ormai da tempo siamo in quella condizione in cui se Jack lo squartatore si dichiarasse antiputiniano troverebbe pletore di opinionisti in tv pronti a riabilitarlo e farne esempio di rinnovata virtù. (Come dimenticare Gramellini che tesseva l’elogio del neonazista dal volto umano?)
Chi era Navalny lo potete scoprire da soli, su internet non c’è solo pornhub (sito serissimo ma monotematico), ci sono anche altri canali dove potete informarvi e farvi la vostra opinione. Cosa che avrebbe dovuto fare anche l’opposizione. Ve lo riscrivo: Navalny era un nazi(onali)sta!
E sapete cosa asseriva sull’Ucraina? Che manco doveva esistere! L’Ucraina, per il nostro fu eroe, era Russia. Altro che il nuovo Mandela… Infatti, ripeto di nuovo, era un nazi(onali)sta mica un leninista. Adesso dovrei spiegarvi che diceva Lenin dell’Ucraina ma troppe nozioni potrebbero mandare in confusione.
Visto che vedete nazifascisti ovunque, anche dove non ci sono, perché scendete in piazza per uno che era un naz…ionalista dichiarato? E che tra l’altro elettoralmente valeva ben il 2%. Pensate che paura che poteva fare a Putin.
Vi suggerisco io uno per cui scendere in piazza che non è fascista, non ha fatto nulla di male, ed ha divulgato notizie vere: Julian Assange.Su di lui tutti zitti, altrimenti lo zio Sam si arrabbia.
P.s. per il genocidio palestinese manco un accendino avete acceso. Vergogna niente?

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