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Con tempismo sospetto la risposta Occidentale alla Corte dell’Aia che ha rinviato a giudizio Israele per tentato genocidio a Gaza, è l’attacco frontale all’UNRWA. Senza l’agenzia ONU per i rifugiati, i giudici della Corte non avranno più occhi per vedere e tutti i palestinesi (anche in Cisgiordania) rimarrebbero ancor più tagliati fuori dal mondo.
Il male organizzato: l’Occidente scarica l’UNRWA
Per comprendere appieno quanto sia folle definanziare l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi a causa di un presunto coinvolgimento di alcuni suoi lavoratori nel 7 ottobre, immaginiamo cosa sarebbe successo se negli anni ’70 lo Stato italiano avesse smantellato il sistema sanitario dopo aver scoperto che alcuni brigatisti erano infermieri, o se avesse chiuso l’ENEL, o la Fiat perché alcuni brigatisti ci lavoravano.
Facile capire quale sia il vero motivo: la Corte dell’Aja è il tribunale dell’ONU, e a supporto della sua decisione ha citato le dichiarazioni di alcuni funzionari ONU tra cui una fondamentale proprio di Philippe Lazzarini, commissario dell’UNRWA.
Ora l’ONU è di fatto il nemico pubblico numero uno degli sponsor della pulizia etnica. Raccoglie le prove dei loro crimini, avvia un processo contro di loro, distribuisce ai palestinesi di Gaza quel poco di mezzi di sussistenza che il governo israeliano non blocca.
Senza l’UNRWA la corte dell’Aja non avrebbe più occhi per vedere e tutti i palestinesi (anche in Cisgiordania) rimarrebbero ancor più tagliati fuori dal mondo.
Inoltre, sospendere i fondi per l’assistenza umanitaria è esattamente il contrario di ciò che la corte dell’Aia ha ordinato non solo a Israele, ma a tutti gli Stati firmatari della convenzione sul genocidio.
Questo rende tutti gli Stati (Italia inclusa) che hanno preso questa decisione complici di genocidio: questo equivale a un attraversamento del Rubicone, perché se l’ONU rimarrà in piedi allora presto o tardi la giustizia colpirà i responsabili.
Sono quindi molti i motivi che spingono i genocidari a perseguire la delegittimazione/smantellamento dell’ONU.
A giudicare dalla determinazione con cui perseguono i loro obiettivi criminosi, non è affatto improbabile che, in un tempo non lontano, l’unica istituzione globale dedicata a perseguire il sogno della concordia planetaria svanisca via nell’irrilevanza.
Ha scritto il commentatore israeliano Alon Mizrahi su X: “Collettivamente parlando, abbiamo paura di affrontare cosa significhi il fatto che, in risposta alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia secondo cui a Gaza potrebbe essere in corso un genocidio, tutti i principali paesi occidentali abbiano deciso di tagliar fuori la principale organizzazione che sostiene i palestinesi e di unirsi di fatto al genocidio di Israele.
Abbiamo giustamente paura. Per noi come persone, come cittadini, come esseri che vivono e respirano, questo è un incubo. Questo è il male organizzato a un livello che abbiamo visto solo nei libri.”

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