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mercoledì, Agosto 17, 2022

Cosa succede in Uzbekistan? Il domino turco

Il Karakalpakstan, regione ribelle dell’Uzbekistan in cui sono in corso violenti disordini, è area turcofona. Il Kazakistan (dove è scoppiata la rivolta di gennaio) è area di interesse turco e turcofono.

Cosa succede in Uzbekistan?

Rivolte e spari sulla folla in Uzbekistan, nella regione del Karakalpakstan, (parte occidentale del paese, attorno al Lago Aral, come potete vedere nella rudimentale immagine sotto).

Pare (le fonti sono piuttosto scarse e discordanti) che la rivolta dipenda da una riforma costituzionale in corso nel paese: il Presidente avrebbe cancellato alcuni articoli che garantirebbero diritti speciali per la regione.

Repubblica autonoma all’interno del paese, passata nel 1936 dal Kazakistan all’Uzbekistan.
Vulnus principale sarebbe l’abolizione della possibilità di eseguire un referendum sulla secessione, fino ad oggi riconosciuta.
Tutto da confermare. Ma perchè ne parliamo allora? Perché comunque sono cose stanno accadendo ora e perché credo sia utile contestualizzare quanto sta accadendo, da qualche mese, nell’area ex sovietica.

L’Uzbekistan non è più membro dell’OTCS (Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva) dal 2012. L’OTCS è l’equivalente (molto più blando) della NATO per la Russia. Quindi l’Uzbekistan non è paese sotto stretta influenza russa.

Nel gennaio del 2022, scoppiarono rivolte per il carovita in Kazakistan. Dopo giorni di caos, l’OTCS procedette all’invio di soldati (3000 paracadutisti russi e tra i 60 e i 300 effettivi da: Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan) che risolsero la crisi.
Il governo kazako e russo parlarono di infiltrazioni straniere.

Il Kazakistan è considerato lo scrigno dell’uranio che tiene accese le centrali nucleari cinesi (forse esagerando). Tutti ricorderete bene, quanto accaduto poco dopo l’inizio dell’intervento russo in Ucraina nel Caucaso tra Azerbaigian e Armenia.

Penso che ricorderete anche l’intervento turco in Siria dei mesi passati (Siria, alleato strategico russo in Medio Oriente e Mediterraneo).

Intanto, il 22 giugno del 2022 Erdogan e Mohammed bin Salman (principe ereditario dell’Arabia Saudita) si incontrano dopo anni di gelo. I due paesi hanno una linea molto ambigua su tutto. La Turchia ha bisogno di capitali di cui l’Arabia Saudita è fin troppo piena.

L’Uzbekistan è membro entusiasta, sin dal 2001, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai – Organizzazione di cooperazione economica, militare, culturale voluta dalla Cina, in collaborazione con la Russia, per l’area centro-asiatica.

L’Azerbaigian è paese turcofono e sotto influenza turca. Il Karakalpakstan, regione ora ribelle dell’Uzbekistan, è regione turcofona. Il Kazakistan (dove è scoppiata la rivolta di gennaio) è area di interesse turco e turcofono.

Nei giorni passati la NATO ha barattato i curdi con la Turchia, in cambio dell’ingresso di Svezia e Finlandia. Ora uniamo i puntini.

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Gabriele Germani
Gabriele Germani
Si è occupato di storia, geopolitica e psicologia a livello universitario. Pubblica di storia e antropologia latinoamericana. Condivide riflessioni in libertà sul suo profilo Facebook.

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