Poche idee e confuse, il governo Meloni mette in cantiere la “Carta Risparmio Spesa”, nuova tessera annonaria: per i poveri resta la mancia spesa, che non è nemmeno certa.
Carta Risparmio Spesa, per i poveri c’è una nuova tessera annonaria
Tante chiacchiere, poi, però, la differenza tra la propaganda elettorale e le casse dello Stato hanno portato il governo Meloni a partorire il classico topolino con la manovra economica.
Doveva esserci il taglio dell’IVA – l’imposta sul valore aggiunto – sui beni di prima necessità come pane, pasta e latte e invece niente. Sui risparmi per le bollette? Stanziato un fondo ma non si sa ancora cosa e come coprirà. Di contro gli sconti sul carburante vengono drasticamente tagliati.
Una cosa però c’è: la “Carta Risparmio Spesa”. Una sorta di buoni spesa. Siamo alla mancia per i poveri e le famiglie, tanto a cuore al governo. Ma non è nemmeno sicuro che poi funzioni la cosa.
Questa mattina, in conferenza stampa, è stata la stessa Giorgia Meloni a cercare di spiegare il funzionamento di questa tessera, ma non è sembrata particolarmente convinta:
“Abbiamo in mente di selezionare, con decreto alcuni alimenti, e utilizzare questi 500 milioni di euro per abbassare il prezzo di quei beni per gli incapienti attraverso la rete dei Comuni. Ma abbiamo in mente, su questo, anche di fare un appello appello ai produttori e ai distributori per aiutarci in quest’opera: noi diremo, in base a chi aderirà dandoci una mano, calmierando a sua volta il prezzo, diremo quali sono quei produttori e quei distributori che hanno aderito a questa nostra iniziativa e dove si potranno spendere queste risorse. E racconteremo, ovviamente, anche all’Italia quale sono state le persone che in un momento di difficoltà, mentre il governo cercava di fare la sua parte, hanno dato una mano per aiutare le persone a calmierare i prezzi per le persone maggiormente in difficoltà su alcuni beni fondamentali”.
Traduzione: il governo stanza 500 milioni da indirizzare sui beni di prima necessità e utilizzerà la rete dei Comuni per distribuire la “Carta Risparmio Spesa”. Poi dipenderà dai singoli esercizi commerciali decidere se partecipare all’iniziativa oppure no. Se rifiutano, potete tranquillamente farla marcire nel portafogli…

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