Tante promesse, pochi fatti, questo il sunto della prima manovra economica targata Meloni: le risorse erano poche e si è preferito indirizzare i segnali ai soliti noti, come un governo Draghi qualsiasi. Cosa resta nelle tasche delle famiglie più in difficoltà a parte promesse di contrasto al caro bollette? I buoni pasto per gli esercenti che accetteranno la misura.
Manovra economica, schiaffo ai poveri
Non c’erano scadenze eppure il governo ha deciso di chiudere la manovra, a fatica solo nella notte, come a volersi nascondere, e dopo un Consiglio dei ministri che ha fatto seguito a numerosi vertici.
In copertina l’attacco al reddito di cittadinanza: 4 mesi in meno di assegno su 12 a chi potrebbe lavorare, il compromesso trovato. Nel 2024 si va verso l’abolizione della misura, che sarebbe sostituita, così spiega Palazzo Chigi, da una riforma complessiva della misura di sostegno ai poveri, tutta ancora da valutare.
Trattativa a oltranza anche sui tagli alla rivalutazione delle pensioni più alte e sugli aumenti per le minime. Siamo sempre nel campo delle ipotesi sugli spiccioli.
Scomparso l’annunciato azzeramento dell’Iva su pane paste e latte, mentre dal primo dicembre una riduzione secca degli sconti sui carburanti: da 30,5 a 18,5 centesimi al litro. Quanto al cuneo fiscale, passa una soluzione mediana: prorogato il taglio attuale del 2% sui redditi medi e aumentato al 3% solo per quelli più bassi, entro i 20mila euro annui lordi.
E poi, dalla razionalizzazione dei bonus edilizi, alla tassa sugli extraprofitti, passando per la tassazione delle cripto-valute, il governo è a caccia di fondi. Con molte promesse ma niente di concreto, se non i soliti regali a Confindustria e affini, come l’innalzamento del tetto al contante a cinquemila euro, un condono per le cartelle esattoriali fino a tremila euro e una restrizione dei requisiti per accedere al reddito di cittadinanza.
Durissimo il commento di Giuseppe Conte. Su Twitter il leader dei Cinque Stelle scrive:
“Viaggio in prima classe per evasori e corrotti, un tuffo senza paracadute nel precipizio sociale ed economico per lavoratori e famiglie povere. È l’Italia che ha in mente Giorgia Meloni. Un Paese che volta le spalle alle difficoltà di lavoratori e famiglie, taglia il Reddito di cittadinanza a donne e uomini over 50 e 60 che faticano a trovare un impiego e a persone che già lavorano, ma chiedono il Rdc per integrare stipendi da fame. Altro che divano“, attacca l’ex premier, annunciando “un’opposizione fortissima in tutte le sedi, nelle istituzioni e nel Paese”.
Manovra, Camusso: “Scandaloso che sia di redistribuzione tra i poveri”
“Alla fine è punitiva per i più deboli. interviene sulle pensioni minime ma togliendo l’indicizzazione per le pensioni che sono a 2000 euro lordi. anche l’intervento sul cuneo fiscale è a conferma del precedente, con poco di più ma si mette c’è flat tax sulle partita Iva fino a 85mila euro si determina che i lavoratori dipendenti pagheranno molte più tasse. E poi l’intervento su reddito di cittadinanza è punitivo per la povertà” ha detto la ex segretaria Cgil a Omnibus.
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