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lunedì 29 Novembre 2021
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Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all’indietro: individuo contro società

Siamo tornati ai primi anni ’20, con le squadracce che assaltavano le Camere del Lavoro? Alcune frange del sindacato hanno perso la bussola? Dopo l’assalto dei no vax alla sede della CGIL, ai portuali triestini in corteo contro il Green Pass, sembrerebbe di sì.

Assalto dei no vax, il salto all’indietro

“Il vile attacco dei fascisti non resterà impunito…”

… era la frase, pressoché obbligata, con cui si apriva il volantino ciclinprop che annunciava la mobilitazione delle forze democratiche. A volte rasentava il ridicolo, perché “il vile attacco” era una robetta da nulla: la richiesta di documenti da parte di Polizia o Carabinieri durante una manifestazione, un’iniziativa di studenti di destra, la dichiarazione di qualche politico malaccorto.

Ricordo che, quando ero al liceo, davanti alla scuola un’attivista venne investita da una macchina -non identificata- in una giornata di volantinaggio e sciopero, riportando qualche contusione: grande clamore per quello che si voleva fare passare per un attentato, le forze dell’ordine brancolavano nel buio, comunicati, “indagini” dei suoi compagni nel quartiere, ma nulla.

Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all'indietro: individuo contro società

Una decina di anni dopo si venne a sapere che era stato uno studente fessacchiotto -e totalmente apolitico- il quale quella mattina aveva preso la macchina di mammà pur essendo senza patente (e anche incapace di guidare, evidentemente), ed era scappato per paura.

Stavolta però la cosa è seria, sia dal punto di vista simbolico sia in concreto.

Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all'indietro: individuo contro società

 

Il vaccino è strumento del vivere civile, quindi è di sinistra

Senza farla tanto lunga, il vivere in comunità e non come eremiti totali (il che peraltro resta un’utopia) comporta vantaggi e sacrifici. Vantaggi perché la società si organizza in termini di condivisione e di solidarietà (ormai sempre meno, ma questo è un altro discorso); sacrifici perché il bene comune viene sempre prima delle pulsioni dell’individuo. Le quali non sono annientate, bensì regolate: cioè trasformate in diritti se meritevoli di tutela; lasciate alla scelta del singolo se socialmente neutre; vietate e punite se dannose alla società.

Ma, mentre nel mondo qualche centinaio di milioni di persone invoca vaccini, antibiotici, antimalarici, antidiarroici, o più semplicemente cibo e acqua, nell’opulento Occidente l’individuo fa i distinguo, affastella fonemi messi insieme con l’algoritmo di Yarrow, storce il naso come gli imbecilli che assaggiano il vino al ristorante.

Sarà la deriva della comunicazione via web, che consente di esprimere opinioni anche a chi non è in grado di averne alcuna; sarà che il passaggio da cittadino a consumatore ci ha proiettato in una dimensione che non supera l’orizzonte del nostro uscio di casa; sarà che la voglia di mettersi in mostra, di illudersi di dare un senso alla propria insignificante esistenza, prevale su tutto, e allora via alle foto col culo di fuori, alla guarigione energetica mediante tamburo sciamanico, al terrapiattismo.

Forse dovremmo arrenderci, dal momento che nemmeno Santa Romana Chiesa è immune: l’ineffabile S.E.R. Carlo Maria Viganò parla del complottone mondiale di Great Reset (non chiedetemi che cosa sia, è già faticoso sapere di Qanon) che avrebbe inventato la pandemia per soggiogare le masse. (Ah, come ci vorrebbe un Mario Brega che riporti il monsignore ai doveri del suo ministero stigmatizzandone la goffa attrazione per le fole terrene: “Se va avanti così, padre, pure lei ce se butta dentro qua’a piscina”).

Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all'indietro: individuo contro società
L’arcivescovo no vax Carlo Maria Viganò

Sindacato e vaccino

Ora, a un certo punto Landini (seguito da Sbarra e Barbagallo) aveva provato a dire che si aspettava dal Governo l’introduzione dell’obbligo vaccinale, prendendosi il rischio di scontentare i suoi (pochi, auspicabilmente e statisticamente) associati no vax: in questa epoca grama non è che gli iscritti al sindacato abbondino, è rimarchevole che un segretario generale abbia fatto una scelta di alta responsabilità. Invece il Governo, più o meno per gli stessi motivi, ha evitato prendere di petto i no vax, optando per la soluzione -di compromesso- dell’obbligo del Green Pass.

Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all'indietro: individuo contro società

Qual è la conclusione? Che nella testa di qualche centinaio o migliaio di scervellati chi vuole limitare la libertà sarebbe il sindacato, in particolare quello confederale! Il quale, ignaro dello Zeitgeist, ha voluto pensare alla salute (collettiva) dei lavoratori invece di inseguire la finta libertà dell’arbitrio individuale.

“Comunisti nazisti”…

…grida un esagitato, chiarendo meglio di qualsiasi analisi qual è la matrice dell’attacco. Per chi ancora non avesse capito, in prima fila ci sono Roberto Fiore, leader di Forza nuova, e il suo fedelissimo Giuliano Castellino che bercia bestialità da stadio al megafono, un energumeno irredimibile per il quale ben prima della carcerazione bisognerebbe intervenire con il TSO. (Lo so, non è mai bello inneggiare alla privazione della libertà. Quasi mai).

Assalto dei no vax alla sede della CGIL, il salto all'indietro: individuo contro società
Giuliano Castellino e altri intellettuali

Il CPLT manifesta contro il Green Pass: quem Deus vult perdere, dementat prius

Con la premessa che di questi tempi (e sempre) qualsiasi forma di associazionismo dei lavoratori è benedetta, e che il pluralismo sindacale è una ricchezza; e con tutto il rispetto dovuto a chi fa un lavoro molto duro; la linea del Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste lascia quanto meno perplessi. Lo Stato ti dà il vaccino, gratis e non obbligatorio, tu decidi di non farlo, lo Stato dice che devi fare un tampone e tu vuoi che ti venga pagato (dallo Stato o dal datore di lavoro) altrimenti blocchi tutto. Così non è più lotta, è isteria.

Una vecchia regola sindacale dice: se sei d’accordo con l’opinione del padrone, riflettici ancora un po’ perché è probabile che tu sia in errore. Parafrasando: se sei della stessa opinione di Forza Nuova, è quasi certo che tu sia in errore.

Domani c’è lo sciopero indetto dai sindacati di base “contro il governo Draghi-Bonomi”, occupiamoci di questo che è meglio.

Cartoline da Salò: un anno marchiato dalle stimmate della pandemia

 

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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