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Il senatore democratico Chris Murphy accusa l’amministrazione USA di non avere obiettivi chiari nella guerra con l’Iran. Dopo un briefing riservato, denuncia piani incoerenti, rischio di guerra infinita e l’assenza di strategie per lo Stretto di Hormuz.
Il tweet che scuote Washington
Il dibattito sulla guerra tra Stati Uniti e Iran si sta intensificando anche dentro il Congresso americano. Tra le voci più critiche emerge quella del senatore Chris Murphy, democratico del Connecticut, membro della Commissione Esteri del Senato e da anni una delle figure più attive nel criticare gli interventi militari statunitensi in Medio Oriente. Murphy, noto per le sue posizioni ‘progressiste’ in politica estera, ha spesso contestato la strategia di escalation militare dell’amministrazione americana.
Dopo aver partecipato a un briefing riservato sulla guerra, il senatore ha pubblicato un tweet che ha rapidamente attirato attenzione e polemiche. Il messaggio suggerisce che gli obiettivi reali del conflitto siano molto meno chiari di quanto dichiarato pubblicamente.
Il tweet integrale
“Oggi ho partecipato a un briefing di due ore sulla guerra in Iran. Tutti i briefing sono a porte chiuse, perché Trump non può difendere questa guerra in pubblico. Ovviamente non posso rivelare informazioni riservate, ma meritate di sapere quanto siano incoerenti e incompleti questi piani di guerra.
Ecco cosa posso condividere: forse il punto è che gli obiettivi della guerra NON implicano la distruzione del programma nucleare iraniano. Questo è, uh… sorprendente… visto che Trump ripete più volte che questo è un obiettivo chiave. Ma ovviamente sappiamo già che gli attacchi aerei non possono annientare il loro materiale nucleare.
in secondo luogo, hanno confermato che anche il “cambio di regime” NON è nella lista. Quindi, spenderanno centinaia di miliardi di dollari dei vostri contribuenti, faranno uccidere un sacco di americani e un regime intransigente – probabilmente un regime intransigente PIÙ antiamericano – sarà ancora al potere.
Ok, quindi quali SONO gli obiettivi? Sembra che, principalmente, distruggere un sacco di missili, imbarcazioni e fabbriche di droni. Ma la domanda che li ha lasciati perplessi è: cosa succede quando si interrompono i bombardamenti e si riprende la produzione?
Hanno accennato a ulteriori bombardamenti. Il che, ovviamente, equivale a una guerra senza fine.
E sullo Stretto di Hormuz, NON AVEVANO ALCUN PIANO. Non posso entrare più nei dettagli su come l’Iran intralci lo Stretto, ma basti dire che, al momento, non sanno come riaprirlo in sicurezza.
Il che è imperdonabile, perché questa parte del disastro era prevedibile al 100%.”
Il nodo politico dietro la polemica
Il messaggio di Murphy è significativo perché proviene da un senatore che ha accesso diretto alle informazioni riservate del Congresso. Il punto più controverso riguarda proprio la definizione della strategia: se l’obiettivo non è distruggere il programma nucleare iraniano e non è neppure un cambio di regime – senza voler entrare nel merito delle due discutibilissime ipotesi -resta aperta la domanda su quale sia la finalità politica dell’operazione. Accontentare Netanyahu? Distrarre l’opinione pubblica dalla vicenda Epstein? Chi è che decide a Washington?

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