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martedì 17 Maggio 2022
NewsUcraina, massacrato il blogger Valery Kuleshov, considerato filo-russo

Ucraina, massacrato il blogger Valery Kuleshov, considerato filo-russo

Valery Kuleshov, blogger che documentava la vita nel Donbass, è stato ucciso con un’esecuzione in stile squadroni della morte, la mattina del 20 aprile 2022. L’Ucraina resta un paese aggredito da una potenza straniera ma non trasformiamola in quello che non è, cioè un baluardo di democrazia e libertà.

Ucraina, assassinato il blogger Valery Kuleshov

L’attivista e blogger Valery Kuleshov, 38 anni è stato ucciso a Kherson. Dall’inizio del conflitto in Donbass, circa 8 anni fa, Kuleshov ha raccontato la vita quotidiana dei civili. Per il suo lavoro era stato accusato dai servizi segreti ucraini di “collaborazionismo russo”.

Lo ha riferito sui social network il deputato del consiglio regionale Sergey Khlan: “Durante l’esame del defunto, hanno trovato ferite da arma da fuoco alla testa, al corpo e alle mani”.

Le prime informazioni sulla sua morte sono state fornite dal portale Most.ks.ua. ed in seguito è stata confermata anche dai suoi amici.

Valery Kuleshov è stato ucciso, con un’esecuzione in stile squadroni della morte, la mattina del 20 aprile 2022 alle ore 8:15, colpito da una raffica sparata a distanza ravvicinata mentre si trovava nella sua auto parcheggiata accanto al suo condominio a Kherson. (Fonte)

Non è il primo cittadino ucraino ad essere ucciso per l’accusa di “collaborazionismo”: all’inizio di marzo 2022, il sindaco della città di Kremennaya Vladimir Struk, che sosteneva l’LPR e voleva stabilire legami con la Russia, è stato trovato morto.

Toni Capuozzo è stato tra i pochi giornalisti a commentare la notizia:

“Mi sono chiesto come mai l’informazione italiana, tranne una sola testata, non abbia neppure dato notizia dell’uccisione del blogger ucraino Valery Kuleshov”  ha scritto Capuozzo.

“Ok, non era Assange. Ok, non era anglosassone. Ok, muoiono in tanti, innocenti. Forse non era neppure nella lista nera di Kiev, Myrotvorets (Il costruttore di pace, andate a vederla…). Forse era un dettaglio stonato, nel coro. Forse non era una fake news, era solo una ghost news”.

E in conclusione: “Una notizia fantasma, che non fa notizia, non merita. Gli fosse successo a Mosca, dove queste cose succedono, come successe ad Anna Politkovskaja, sarebbe morto con meno discrezione. Qualcuno se ne sarebbe accorto”.

 

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