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lunedì 16 Maggio 2022
NewsMigliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?

Oggi in molte città italiane sono in migliaia gli studenti in piazza. Che cosa chiedono? Contro che cosa protestano? La locuzione “manifestazione degli studenti medi” ci riporta indietro di qualche decennio: una lettura novecentesca.

Studenti in piazza: “Wofür Kämpfen Wir?” Per che cosa combattiamo?

Anche stavolta il titolo serve solo ad attirare l’attenzione del lettore. “Wofür Kämpfen Wir?” era un manuale di dottrina nazionalsocialista destinato ai soldati della Wermacht, quindi lo mettiamo da parte subito e volentieri.

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?
Foto di L.C. Whistle

Mia figlia è alla manifestazione. Il che mi desta un minimo di apprensione, dal momento che abbiamo avuto recentissima dimostrazione di come le forze dell’ordine in assetto antisommossa amino sferrare gratuitamente manganellate a gracili studentesse inermi (altro loro bersaglio d’elezione sono, come noto, i geometri tossicodipendenti sottopeso, evidentemente l’addestramento è alquanto blando, ciò spiegherebbe il loro ben diverso atteggiamento nei confronti dei vigorosi energumeni di Forza Nuova).

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?
Viale Trastevere, Ministero dell’Istruzione. Foto di L.C. Whistle

D’altra parte capisco che i miei rimbrotti in ambito familiare verso gli eccessi di smartphone e Instagram sono dettati esclusivamente dalla vecchiaia, giacché si tratta di strumenti che evidentemente questa generazione fresca di energie e di idee sa utilizzare anche per nobili scopi.

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?
L’immancabile elicottero inviato dal questore William “Bill” Kilgore. Foto di L.C. Whistle

In breve: questi giovani hanno sopportato tutto, dai banchi a rotelle di Azzolina alle spregevoli dichiarazioni di Bianchi su come la gestione della pandemia sia stata perfetta (13° centigradi in classe a causa delle finestre aperte, per esempio).

Certo non hanno vissuto la formidabile inazione del dicastero degli anni in cui sullo scranno vedemmo -per dire- l’albagia di Guido Bodrato e l’inquietante ceffo di Riccardo Misasi. Buon per loro, la gioventù va preservata dai traumi.

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?
Foto di L.C. Whistle

Come spesso accade è servito un evento tragico che fungesse da goccia che fa traboccare il vaso. Stavolta è stata la morte di Lorenzo Parelli in una sordida azienda metalmeccanica (tutti i luoghi di lavoro sono disgustosi, anche quelli dove vedete camicie bianche e cravatte) in nome della proletarizzazione forzata della popolazione mascherata da addestramento a un mondo come lo vogliono solo i magnaschei (cit. Natalino Balasso).

Si comincia togliendo la parola “pubblica” dalla denominazione del ministero, e si continua progettando di formare lavoratori precari e sottopagati anziché cittadini consapevoli.

Migliaia di studenti in piazza contro il Governo: chi li ascolta?
Foto di L.C. Whistle

Fatevi sentire, ragazzi, magari risvegliate anche i vostri genitori occupati a conservare le briciole di un benessere faticosamente conquistato -guarda un po’- anche e soprattutto dalle lotte popolari. Persino mia madre, che era insegnante e non fece mai un giorno di sciopero in vita sua, ringraziò pubblicamente le lotte dei COBAS degli anni ’80 (quelle del blocco a oltranza degli scrutini) perché ne ebbe finalmente un salario degno del mestiere e della persona.

E ricordate che i proverbi hanno sempre ragione: chi pecora si fa, il lupo se lo mangia.

 

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A.C. Whistle
Giurista e poeta

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