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giovedì 13 Gennaio 2022
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L’assurdo monologo di Molinari su Rai 3: “NoTav residuo del terrorismo anni 70”

Il direttore del quotidiano la Repubblica, Maurizio Molinari, ospite su Rai 3, parlando dell’assalto alla sede della CGIL, con un surreale esercizio di par condicio non richiesta, ha proferito un incredibile monologo sui NoTav.

L’assurdo monologo di Molinari sui NoTav

Domenica 10 ottobre, nel consueto spazio spazio su Rai 3 di Lucia Annunziata, il talk show Mezz’ora in più, è andato in scena qualcosa di assolutamente imbarazzante, che mortifica ulteriormente il già di per se modesto status dell’informazione in Italia.

Il tema della trasmissione era l’irruzione squadrista di sabato alla sede CGIL di Roma, guidata da Forza Nuova e, per non si sa bene quale esercizio di contrappeso, invece di condannare la matrice fascista dell’azione (l’avranno smarrita anche loro assieme alla Meloni?) gli ospiti in studio si sono cimentati in una funambolica serie di “ma anche” senza che se ne capisse il motivo.

Il punto più surreale lo ha toccato il direttore de la Repubblica, Maurizio Molinari, l’uomo scelto dagli Agnelli per il nuovo corso del quotidiano,  che si è lanciato -senza un perchè- in un monologo sul movimento No Tav:

 “I No Tav sono un organizzazione violenta, quanto resta del terrorismo italiano anni 70. Diciamo che per un torinese, No Tav significa sicuramente terrorista metropolitano, chiunque vive a Torino ha questa percezione. La cosa più grave nei confronti dei No Tav è che siccome si avvolgono di una motivazione ambientalista, quando questa motivazione viene legittimata loro reclutano, con una dinamica che ci riporta davvero agli anni 70”.

Con una nota sul sito ufficiale, è arrivato il commento del movimento, ne riportiamo la parte centrale:

“Forse vale la pena ricordare a Molinari che la sua percezione del movimento no tav non è quella di “chiunque vive a Torino” ma quella di un ristrettissimo circolino formato da qualche esaltato che si è entusiasmato per le madamine del rotary club il tempo di un happening in piazza castello. Forse vale la pena ricordare a Molinari che nel movimento no tav si riconoscono, da decenni, centinaia di migliaia di cittadini tra Torino e la Val Susa, la totalità delle associazioni ecologiste italiane e dei partiti verdi che siedono al parlamento europeo senza contare sindaci, consiglieri regionali, unione montana e decine di enti in tutta la regione Piemonte. (…) !

“Forse vale la pena ricordare a Molinari che “il terrore” in Val di Susa lo elargisce uno Stato che manganella una popolazione che ha la sola colpa di aver tenuto la schiena dritta per troppo tempo, che minaccia di togliere i figli ai genitori che li portano a manifestare, che entra all’alba nella case per portarsi via parrucchieri, pescivendoli, studenti, commesse e pensionati per rinchiuderli tra quattro mura. Forse vale la pena ricordare a Molinari che lui fa il direttore del principale quotidiano “di sinistra” e che sta parlando del più longevo e radicato movimento ambientalista italiano.”

L'assurdo monologo di Molinari su Rai 3: "NoTav residuo del terrorismo anni 70"

 

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