Passo indietro ufficiale sullo spot del Parmigiano Reggiano dopo le polemiche sul personaggio di Renatino, un operaio felice di lavorare tutto l’anno.
La marcia indietro per Renatino
Le polemiche scatenate dopo lo spot Parmigiano Reggiano in cui si evidenzia un lavoratore, “Renatino”, alle prese 365 giorni all’anno nella produzione di questo formaggio senza mai vedere il mare o andare a Parigi, hanno portato ad un cambio di rotta da parte dell’azienda.
Il messaggio dello spot pubblicitario è stato travisato a detta di Carlo Mangini, il direttore comunicazione, marketing e sviluppo commerciale dell’azienda: “Ci dispiace se la volontà di sottolineare la passione dei nostri casari è stata letta con un messaggio differente, che non abbiamo avuto la sensibilità di rilevare e che, grazie al dibattito accesosi in rete, raccogliamo con grande rispetto”.
Trenta secondi di spot, diretto dal regista Paolo Genovese, in cui ‘Renatino’ viene portato ad esempio per la sua dedizione al lavoro all’interno degli impianti che producono il formaggio stagionato:
“Nel Parmigiano Reggiano c’è solo latte, sale e caglio. Nient’altro. Nel siero ci sono i batteri lattici. L’unico additivo è Renatino, che lavora qui da quando aveva 18 anni, tutti i giorni. 365 giorni l’anno”. E ancora: “Ma davvero lavori 365 giorni l’anno e sei felice?”, chiede una ragazza. E il solerte operaio: “Sì”, tra gli sguardi di ammirazione di questo gruppo di giovani estasiato per lo stakanovismo.
Ma l’ondata di polemiche social in cui viene fatta notare questa sorta di apologia dello schiaivismo, hanno fatto tornare l’azienda sui propri passi.
Giovedì pomeriggio, il direttore comunicazione, marketing e sviluppo commerciale Carlo Mangini ha annunciato la decisione di “modificare lievemente la pianificazione della campagna, potendo intervenire sul quarto spot apportando alcune modifiche che accoglieranno quanto emerso”.
Modificare lievemente? Che signiifica? Forse Renatino avrà l’ora d’aria? Una settimana di ferie? Lo scopriremo nelle prossime puntate.
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