Il brutto pizzino di Kiev alla Di Cesare: la professoressa inserita nella black list

Il Centro anti-disinformazione di Kiev aggiorna la sua black list e attacca la filosofa Donatella Di Cesare: “fa propaganda per la Russia”.

E la Di Cesare finisce nella black list di Kiev

Il Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina ha pubblicato un tweet in cui accusa, attraverso il canale Telegram del suo Centro anti-disinformazione, la professoressa Donatella Di Cesare di “diffondere narrazioni identiche a quelle russe sui media occidentali, coprendosi con le immagini di un europeo purosangue e di un intellettuale“.

Il brutto pizzino di Kiev alla Di Cesare

La professoressa Di Cesare, docente ordinaria di Filosofia teoretica alla Sapienza Università di Roma, è spesso ospite di talk show televisivi ed ha espresso sempre molto chiaramente le proprie posizioni contro la guerra e contro l’invio di armi all’Ucraina da parte del governo italiano. Questo basta per essere considerati “putiniani”.

E così – dopo le liste nere di Riotta and co in Italia – imbarazzanti ma con tratti clowneschi, arrivano quelle più preoccupanti di Kiev.

Sul canale Telegram il Consiglio per la sicurezza dell’Ucraina dichiara: “In un’intervista alla pubblicazione olandese NRC, Donatella – si legge – condanna il sostegno militare all’Ucraina e le sanzioni contro la Russia, che, dicono, stanno distruggendo l’economia italiana. Pertanto, in quanto “europea purosangue”, considera una tale politica il suicidio dell’Europa”.

E ancora che “l’autrice diffonde la narrativa secondo cui la Russia è una superpotenza quando afferma che Joe Biden dovrebbe sedersi al tavolo dei negoziati con Vladimir Putin.”

La Di Cesare ha così commentato: “Stupita, ma non mi lascio intimidire. Ho parlato sempre guardando alla pace, condannando l’invasione russa, ma rifiutando sempre con coerenza la logica bellica degli schieramenti”

 

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