Jona Mullaraj è stata arrestata dai carabinieri a Desio che le hanno sequestrato 450 chili di hashish. La donna, che ufficialmente lavorava nel campo dell’edilizia, era invece a capo di un traffico di stupefacenti.
Jona Mullaraj, la leghista no Green pass accusata di traffico di stupefacenti
Jona Mullaraj ha 36 anni ed è di origini albanesi ma vive a Saronno. È una militante della Lega e il suo profilo Facebook, ora scomparso, era pieno degli slogan abituali del Carroccio, su tutti il “prima gli italiani” , fino alle immancabili foto con il segretario Matteo Salvini. Era anche scesa in piazza con i No Green pass e i No vax a Milano, denunciando la repressione della polizia.

La donna è a capo di una società impegnata nel settore delle costruzioni, una “insospettabile” – come l’hanno definita gli inquirenti – se non fosse che ora, a seguito di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su proposta della Procura della Repubblica di Monza, è finita in manette con l’accusa di essere al vertice di un giro di droga del valore di quasi un milione e mezzo di euro con mezza tonnellata di hashish che all’esito delle indagini è stata ricondotta proprio a lei.
Da quanto emerso dalle indagini, Jona Mullaraj è stata ingannata da un 45enne (non si conoscono le generalità) che aveva il compito di custodire la droga in un box di un condominio a Cesano Maderno (Monza). Con l’aiuto di altri due conoscenti (anche loro arrestati), a inizio aprile lo spacciatore ha simulato un furto all’interno del garage, impossessandosi della droga, poi nascosta in un appartamento.
Quando la donna ha inviato il suo collaboratore a verificare il finto furto, lui si è trovato davanti i carabinieri, chiamati dal portiere del palazzo. I militari, insospettiti dal forte odore di hashish proveniente dal box, hanno perquisito l’abitazione del 45enne, trovando dentro 80 chili di hashish.
Con il proseguire delle indagini e l’analisi delle immagini di video sorveglianza della zona, le chat di messaggi ritrovate nello smartphone dell’uomo, gli inquirenti sono risaliti al furto e al giro di spaccio, nonché al sequestro della droga.
Adesso nel partito è scattata la corsa a salutarla: “Era una sostenitrice, e non una militante“, ha dichiarato ai cronisti del Fatto l’ex sindaco leghista di Saronno Alessandro Fagioli. Altri esponenti del carroccio sostengono che sia stata allontanata dal partito da almeno un paio di anni. Eppure c’è una foto che c’è una foto che la ritrae davanti a un banchetto leghista di raccolta firme per il referendum sulla giustizia.

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