Jo Squillo indossa il niqab al GFVip per solidarietà alle donne di Kabul ma l’effetto risente del contesto e finisce per apparire una trashata in perfetto stile mediaset.
Jo Squillo con il niqab al GF VIP
L’intenzione di Jo Squillo col niqab, che lei chiama erroneamente Burqa ( il niqab lascia scoperti solo gli occhi, il burqa copre invece completamente il corpo della donna e presenta un tessuto traforato all’altezza degli occhi per permettere di vedere), era probabilmnte buona, consone al personaggio, ormai appannato, sempre oscillante tra la causa(giusta) e l’effetto (per se).
La cantante ora concorrente al GF Vip voleva lanciare un messaggio per le donne in Afghanistan, all’interno di una delle trasmissioni più commentate in rete e in un contesto di grande visibilità con la prima serata su Canale 5.
Jo Squillo così si è presentata ai microfoni della diretta tv: “In un momento di gioia e leggerezza, noi donne non possiamo dimenticare le sorelle di Kabul. Dobbiamo creare atti di solidarietà nei loro confronti. Viva la libertà”.

Ma proprio il contesto ha smontato il tutto, rendendo il siparietto – questo è l’effetto alla fine – quantomeno inopportuno.
La cantante ha poi continuato dicendo: “Massimo rispetto, ma non so come facciano ad indossarlo sempre. Massimo rispetto per chi indossa davvero il burqa, ma dobbiamo creare azioni di libertà, non dobbiamo soltanto parlarne”.
E il colpo di grazia è arrivato dal conduttore, l’ineffabile Alfonso Signorini che ha affermato: “Dai su ora puoi togliertelo, mica posso vederti tutta la sera così, mi fai impressione”.
E dunque alla fine Jo Squillo indossa il niqab per una 15 di secondi in tutto, poi se lo sfila, torna in minigonna e pailettes d’ordinanza per lo show e avanti verso la prossima causa.

Questo genere di sensibilizzazione finisce per ricordare sempre più la solidarietà della contessina Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare verso gli inferiori.
Nel corso dell’ultimo mese – da quando i talebani hanno ripreso Kabul – si sono moltiplicate le iniziative sui social network che riguardano le donne afghane.
Ci viene in mente, tra le tante , un’altra iniziativa, a cui aveva partecipato la stessa Jo Squillo, #White4AfghanWomen, durante la quale diverse personalità del mondo dello spettacolo si sono fatte fotografare indossando un abito bianco, quasi sempre costosissimo, per solidarizzare con le donne afghane (che nel 95% dei casi non hanno la connessione a internet e generalmente non le si trova iscritte su instagram e twitter…)
Insomma, l’intenzione di solidarizzare con le donne afghane, che trova un consenso trasversale, finisce in vacca (ci perdonerete l’espressione popolare) nel narcisismo bulimico dei social.
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