Jask colpita, quattro missili sull’Iran e il pretesto già pronto

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Quattro missili sulla base navale iraniana di Jask, esplosioni a Qeshm: Teheran parla di attacco, ma il ruolo USA non è verificato. Washington ha già definito “difensivi” altri raid. Intanto il Qatar media su ispezioni e sanzioni. Provocazione o routine, la guerra dei comunicati batte i fatti.

Iran, esplosioni senza firma

Quattro missili avrebbero colpito la base navale di Bandar-e Jask, nella provincia iraniana di Hormozgan, secondo una piattaforma legata all’apparato militare di Teheran. Il coinvolgimento americano a Jask, come nelle esplosioni udite a Qeshm all’alba del 30 ottobre, non è stato ancora confermato dal Comando centrale statunitense.

L’agenzia iraniana Urgent News ha parlato di informazioni preliminari su un attacco americano a un’installazione navale sull’isola di Qeshm, senza indicare danni o vittime. Tasnim riferisce che i Pasdaran hanno intercettato un aereo ostile sull’isola, costringendolo ad allontanarsi, mentre Fars cita il lancio di missili terra-aria contro caccia americani. Il giornalista di Axios Barak Ravid, interpellato sulle incursioni delle ultime settimane lungo la costa iraniana, le ha definite «difensive» e dirette contro rampe di lancio.

Gli Stati Uniti mantengono dal 13 aprile un blocco navale sui porti iraniani, e la formula della «legittima difesa» è già stata usata dal CENTCOM per i raid su Qeshm di inizio giugno, presentati come risposta a tentativi di attacco iraniani, e per quelli seguiti all’abbattimento di un elicottero Apache, definiti «una risposta proporzionata all’aggressione ingiustificata dell’Iran». Intanto la diplomazia lavora: secondo Axios il Qatar ha proposto di aprire agli ispettori ONU i siti nucleari danneggiati, in cambio di un allentamento di alcune sanzioni, mentre sul tavolo restano uranio arricchito, blocco navale e fondi congelati.

La legittima difesa come genere letterario

Che gli Stati Uniti cerchino di provocare una reazione per poi invocare la difesa è un’ipotesi, ma lo schema è ormai riconoscibile, e farne il verso è un esercizio quasi obbligato. Un aereo sorvola un’isola iraniana, l’Iran spara, gli Stati Uniti bombardano il territorio iraniano e il bombardamento diventa «difesa» perché la contraerea ha risposto. Con questa grammatica, chi è colpito ha torto per il solo fatto di reagire, e chi colpisce ha sempre ragione per il fatto di essere stato, un attimo prima, contrariato.

Che sia una provocazione o un’incursione di routine, il risultato è identico: il confine tra deterrenza e innesco si assottiglia, e a decidere da che parte cadere sono comunicati più rapidi delle verifiche. Una guerra che produce prima le dichiarazioni e poi le prove.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

 

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli