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venerdì, Luglio 1, 2022

Il lungo fronte ucraino: attacchi e contrattacchi. Aggiornamento in 8 punti

Durissima la battaglia a Severodonetsk, nodo fondamentale dell’avanzata russa. Breve aggiornamento sulla situazione militare sul fronte ucraino.

Il lungo fronte ucraino

1. Sul fonte sud i russi sono sulla difensiva e si preparano a respingere un attacco degli ucraini, come dimostrerebbe il fatto che hanno distrutto un ponte sul fiume Ingulets.

2. Sul fronte ucraino di Kharkov i russi difendono la zona di confine per bloccare ogni tentativo degli ucraini di minacciare Belgorod e la linea di rifornimento russa in direzione di Izyum. Nondimeno gli ucraini continuano ad attaccare, tanto che ieri l’artiglieria ucraina avrebbe distrutto decine di blindati russi (l’efficienza dell’artiglieria ucraina, com’è noto, dipende anche dal fatto che il sistema ucraino Gis Art for Artillery è collegato con la rete satellitare Starlink).

3. Nel settore di Donetsk continuano gli attacchi russi nella zona di Avdiivka ma senza alcun progresso.

4. Durissima la battaglia a Severodonetsk, ancora controllata dagli ucraini che si battono con grande determinazione. In questo settore i russi hanno fatto affluire mezzi di nuova generazione (tra cui i Terminator, che sono veicoli corazzati per il combattimento urbano), ma sono pochi dato che si ritiene che non vi sia ancora alcuna effettiva produzione in serie della maggior parte dei mezzi russi di nuova generazione.

5. Secondo fonti russe un migliaio di ucraini si sarebbero arresi a Lyman, ma la notizia per ora non è affatto confermata (i video mostrano solo qualche decina di prigionieri).

6. I russi affermano anche di avere sfondato il fronte ucraino ad ovest e a nord di Popasna. Una discreta penetrazione nelle difese ucraine è indubbio che vi sia stata nei giorni scorsi, ma non è chiaro se si tratti di uno sfondamento, dato che fonti americane sostengono che non c’è ancora una presenza massiccia di forze russe nella zona di Soledar, da cui passa la strada TI303 che collega Artemivsk e Lysychansk e che è di vitale importanza per gli ucraini che combattono a Severodonetsk.
Tuttavia, la pressione russa in questo “settore chiave” del fronte del Donbass potrebbe aumentare nelle prossime ore, mettendo a dura prova la resistenza degli ucraini.

7. Anche per alleggerire la pressione russa sul saliente di Severodonetsk gli ucraini cercano di contrattaccare nella zona di Izyum.

8. I russi continuano a colpire “in profondità” con missili e attacchi arerei per distruggere il maggior numero degli aiuti occidentali all’Ucraina e danneggiare il sistema di comunicazione e logistico ucraino, ma per ora non hanno ottenuto successi decisivi, benché si tratti di attacchi che in qualche misura riducono l’efficienza e la potenza dell’apparato militare ucraino.

Durissima la battaglia a Severodonetsk, nodo fondamentale dell'avanzata russa. Breve aggiornamento sulla situazione militare sul fronte ucraino.

Una breve considerazione sugli aiuti occidentali al regime di Kiev

L’invio di armi americane all’Ucraina per un ammontare complessivo di 50 miliardi dollari (una cifra astronomica, dato che si tratta solo di armi ed equipaggiamento militare) “spinge” il governo e i vertici militari ucraini a prolungare la guerra il più possibile e addirittura, come ha dichiarato il maggior generale Kyrilo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, a puntare alla riconquista di tutto il Donbass e della Crimea.

Un obiettivo che l’Ucraina potrebbe raggiungere solo se vi fosse il crollo dell’intero sistema militare e politico russo, dato che la Russia, non solo Putin, non potrebbe mai accettare di subire una tale disastrosa sconfitta.

Insomma, si conferma non solo la natura nazionalistica del regime di Kiev ma il “desiderio” di Washington non di arrivare ad una “pace giusta” bensì di mettere in ginocchio la Russia, combattendo fino all’ultimo ucraino e giocando alla roulette russa con armi nucleari, puntate anche contro le nostre teste.

Tuttavia, non si può escludere che a Kiev e a Washington ci si renda conto che quando si combatte contro una potenza nucleare come la Russia l’alternativa tra vittoria e sconfitta è priva di fondamento e quindi un “compromesso” è inevitabile.

L’industria degli armamenti gongola: il bengodi della guerra

 

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Fabio Falchi
Fabio Falchi
Saggista e ricercatore indipendente. Tutte le sue pubblicazioni: https://independent.academia.edu/Ffalchi

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