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martedì 17 Maggio 2022
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Gaiani (Analisi Difesa): propaganda a senso unico. Ucraina bombardava pesantemente il Donbass prima dell’invasione

Gian Andrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, che non è propriamente affine alla Tass,  smonta la propaganda a senso unico sul conflitto in Ucraina: “Nei giorni precedenti l’attacco russo, l’artiglieria di Kiev stava martellando le zone in mano ai filorussi e ciò può essere interpretato come prodromo di un’offensiva”.

Gaiani (Analisi Difesa): propaganda a senso unico

Il direttore di Analisi Difesa, Gian Andrea Gaiani – in un’intervista all’AGI ha confermato come il Cremlino avesse elementi concreti per ritenere che le autorità ucraine fossero in procinto di sferrare un’offensiva contro le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

“Nei giorni precedenti l’attacco russo, l’artiglieria di Kiev stava martellando le zone in mano ai filorussi e ciò può essere interpretato come prodromo di un’offensiva”, ha spiegato Gaiani.

“Ci sono elementi che possono confermare questa valutazione – ha continuato il direttore di Analisi Difesa–  a partire dal fatto che abbiano attaccato a marzo, che in Ucraina è il mese più fangoso dell’anno, quindi non adatto a scatenare offensive rapide con mezzi pesanti. Non dimentichiamo che lo stesso Hitler aveva pianificato di invadere l’Ucraina a fine aprile, per poi essere costretto a rimandare al 22 giugno a causa delle operazioni nei Balcani.” 

“Kiev ha sempre negato di voler occupare i territori in mano ai separatisti di Donetsk e Lugansk e non sappiamo quanto possano essere credibili i documenti mostrati dalla Russia per dimostrare l’intenzione dell’Ucraina di attaccare.”

“Tuttavia un altro elemento che potrebbe portare a sostenere che Kiev intendesse attaccare il Donetsk e il Lugansk era lo schieramento ai confini dei due territori di 80 mila – 90 mila soldati, il meglio dell’esercito ucraino, non la guardia nazionale. Un ulteriore elemento è che, nei giorni precedenti l’attacco russo, l’artiglieria ucraina stava martellando le zone in mano ai filorussi e ciò può essere interpretato come prodromo di un’offensiva. Di solito prima di lanciare un attacco da terra si parte con un intenso fuoco di artiglieria per alcuni giorni”.

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Punto dolente di questa vicenda, dalla parte italiana del conflitto, secondo Gaiani, è la propaganda:

“Siamo considerati non belligeranti dal punto di vista dei combattimenti, ma siamo in guerra dal punto di vista dell’informazione. Ci abbeveriamo da un’unica fonte di propaganda, ed è un limite che ci impedisce di capire cosa accada e ci rende più facilmente strumentalizzabili.

“La guerra in Ucraina è anche una guerra civile e in ogni guerra civile avvengono nefandezze da entrambe le parti. Il tentativo di semplificare cose complesse invece di spiegarle è un grande limite della nostra informazione. C’è un conformismo che non è adeguato al livello culturale del nostro Paese”.

 

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