www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Perchè tutti chiamano per nome Schlein? Cos’è tutto questo amichettismo con “Elly”? Nel passato nessuno in sede politica chiamava Togliatti col nome Palmiro.
Elly Elly alalà
Di Fausto Anderlini*
Elly qui Elly là, su e giù. Tutti per Elly Schlein, e già mi viene l’orticaria. Si vuole il cambiamento? Si cominci intanto con una bella restaurazione. In sede politica si ricominci a usare il cognome, magari con l’aggettivo compagno/compagna in testa. Sempre che si voglia onorarne la dignità.
Essere compagni è, in politica, come nella vita, qualcosa di profondamente diverso dall’essere amici che si scambiano affettuose intimità.
Nel passato nessuno in sede politica chiamava Togliatti col nome Palmiro, Longo come Luigi, o ancora Boldrini con Arrigo. E neppure coi nomi di battaglia che in tempo di guerra e clandestinità ne definivano il mito vivente di capi combattenti: Nel caso Ercoli, Gallo e Bulow.
Ancora nel Pds io stesso ero politicamente noto come Anderlini, non come Fausto. E infatti molti, da fuori, mi confondevano con Luigi, l’illustre indipendente di sinistra.
É il cognome che da esistenza sociale all’uomo, e se proprio si deve indugiare a una qualche affabilità in eccesso meglio storpiare il cognome che usare il nome.
Così ad esempio, io amo chiamare Gardeng o Gardenghero un amico del cuore come il grande Gardenghi o Bersy, il sempre adorato Pier Luigi Bersani. Come si usava a scuola una volta, ma anche in caserma, sul lavoro e nella squadra amatori. E comunque mai in una sede ufficiale.
É stato con Renzi che si è istituzionalizzata l’usanza del nome nel dibattito pubblico, persino (anzi tanto più) fra nemici. Matteo forever. Legioni di Mattei. L’apogeo della post-politica, cioè della comunità ipocrita.
Onde per cui chi sui social farà uso smodato di questa scostumatezza sarà duramente redarguito e alla terza bannato senza pietà. Che poi passare da Elly alla iella è un attimo.

* Grazie a Fausto Anderlini
Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Gli inquietanti piani USA di aggressione alla Cina: la nuova “guerra dell’oppio”
- Il neoliberismo non ha bisogno della politica
- Italia in balia di una classe dirigente inadeguata ad ogni livello
- La beneficenza è la forma di lotta politica dei benestanti per mantenere i privilegi
- Far dilagare il vuoto: così il potere rigenera se stesso
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente














