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lunedì 16 Maggio 2022
NewsAutonomia Differenziata, avanti tutta fra furbate e colpi di mano

Autonomia Differenziata, avanti tutta fra furbate e colpi di mano

Il fuorionda di qualche giorno fa tra il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, pubblicato dall’agenzia LaPresse è un assaggio di quello che potrà accadere con l’Autonomia differenziata.

Al termine della presentazione di un accordo tra A2a e il Politecnico di Milano, i microfoni hanno intercettato stralci di una conversazione sul Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza) tra i due amministratori pubblici: “Caro Beppe, è un casino il Pnrr e noi mettiamo a terra un c…”, dice Fontana. Il sindaco di Milano risponde: “È questo, adesso va bene tutto. Noi dobbiamo farci un po’ più furbi su questa cosa e fare un po’ più di sistema obiettivamente tra tutti. Io sono preoccupato del fatto che Sud, Sud, Sud… ho capito, ma l’innovazione…”

Il percorso perverso dell’Autonomia Differenziata fra furbate e colpi di mano

Superata la tregua dell’elezione del Presidente della Repubblica, riprende il progetto di dissoluzione dell’unità del Paese, fuori da ogni dibattito pubblico e democratico.

Lo avevano annunciato Salvini, che ritiene a portata di mano la conclusione dell’iter dell’Autonomia Differenziata entro la legislatura, e la ministra Gelmini che comunicava di essere al lavoro per una legge che recepisse le intese già firmate con Veneto, Lombardia, Emilia Romagna.

Il fuori onda del dialogo fra il sindaco di Milano e il presidente della Lombardia ha il merito di svelare l’insofferenza, da parte del partito unico del Nord, verso un Sud che intralcerebbe la posta in gioco, esplicitata senza infingimenti dall’invito reciproco a “farsi furbi”, per rastrellare la maggior parte del bottino del PNRR.

La furbata potrebbe essere la trovata del “bonus Sud”, contenuta nella Legge Quadro che Gelmini si dice pronta a portare al tavolo dei ministri, cioè il riconoscimento di una quota non definita di risorse da devolvere al Mezzogiorno nel caso di maggior arricchimento da parte delle regioni che accedono alla differenziazione, una sorta di egoismo caritatevole.

È scandalosa l’assenza di un minimo “sentimento unitario”, di una visione che metta al centro l’interesse generale e l’uguaglianza dei diritti.

Né si può accettare la proposta Boccia-Serracchiani, depositata a giugno 2021, tutta incentrata sulla “differenziazione a richiesta” e la marginalizzazione del Parlamento.

I tempi sono maturi per porre mano alle storture costituzionali, alla sciagurata riforma del Titolo V del 2001, al comma terzo dell’art.116.

Fermiamo questo treno impazzito, a cominciare dall’allocazione delle risorse del PNRR, che non possono dipendere dalla risposta delle amministrazioni locali in competizione fra loro: è compito dello Stato rafforzare le strutture più deboli e garantire prestazioni uniformi e diritti uguali in ogni parte del Paese.

Tonia Guerra, segreteria naz.le, resp.le Campagna NO Autonomia Differenziata

Giovanni Russo Spena, resp. naz.le Democrazia, Diritti, Istituzioni

 

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