Un’inchiesta del The Guardian svela come la diffusione di Uber nel mondo sia stata pianificata attraverso la complicità dei vertici della multinazionale con politici e governi, tra i quali Macron e Biden. In Italia viene citato Matteo Renzi. Il commento di Maurizio Acerbo, Segretario nazionale di RC-Sinistra Europea.
Uber leaks rivelano che multinazionale si comprava governi contro taxisti. Chiarire ruolo di Renzi. Quello di Macron e Biden chiarissimo.
Di Maurizio Acerbo.
Le prime notizie trapelate grazie all’inchiesta di The Guardian mostrano che la diffusione planetaria di Uber a danno dei taxisti è stata perseguita attraverso la complicità di leader come Macron e Biden e che esponenti obamiani di primo piano del Partito Democratico USA facevano lobbying a favore della multinazionale. Anche Renzi viene citato e sarebbe il caso di fare chiarezza.
Gli Uber leaks chiariscono come le multinazionali fanno lotta di classe dall’alto con la complicità di politicanti al loro servizio e fregandosene della legalità e della correttezza.
Contro Uber i tassisti francesi giustamente insorsero con proteste. Uber – scrive il Guardian – cerco di “sfruttarle a proprio vantaggio” anche puntando su un’escalation della violenza “per alimentare la narrativa che la sua tecnologia stava interrompendo i sistemi di trasporto antiquati e sollecitando i governi a riformare le loro leggi”.
Il copione è quello che vediamo da anni all’opera. Si usano frottole tecnologiche per giustificare scelte politiche a favore del grande capitale e per creare consenso si presentano come vecchie e obsolete le lotte per difendere i propri diritti di lavoratori e lavoratrici, salariati o autonomi.
D’altronde è quello che succede ogni giorno nel parlamento italiano. Si veda la porcata richiesta e ottenuta da Assologistica con l’aiuto dei ministri Cartabia e Giorgetti ai danni di un milione di lavoratori della logistica che non potranno più rivalersi sulle grandi imprese committenti grazie a un emendamento del governo al Dl Aiuti.
Bisogna fare come i francesi che non si fanno prendere per il naso e contro quello che chiamano “il presidente dei ricchi” Macron – l’amico del PD e dei centristi italiani – hanno scatenato proteste durissime a ripetizione.
Ora Draghi ritiri la sua “riforma” dei taxi come chiedono i taxisti. Non ci fidiamo di uno di Goldman Sachs. Non vorremmo leaks tra qualche anno.
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