Likud e l’internazionale bruna: il doppio standard dell’Occidente tra fascismo e Gaza

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Ora che il Likud si unisce all’internazionale bruna, come faranno gli opinionisti benpensanti a denunciare il fascismo di ritorno negando il genocidio a Gaza? Con quale equilibrismo difenderanno l’Occidente “civilizzatore” e Netanyahu? Dopo 40 anni, scoprono ora l’oligarchia neoliberale.

Likud e l’internazionale bruna: contraddizioni e convulsioni

“Diamo un cordiale benvenuto al Likud Party in qualità di membro osservatore. Insieme rafforzeremo i nostri legami e promuoveremo i nostri valori condivisi di democrazia, libertà e patrimonio culturale”.  Lo ha scritto l’account su X del partito dei Patrioti europei.

Ora che il Likud entra a far parte a pieno titolo dell’organico dell’internazionale bruna, con Orban, Salvini, i franchisti di Vox e la generalessa di Vichy, come faranno i notisti più cattedratici, i cronisti benpensanti, i professori più carismatici, le personalità più ricercate a sentenziare contro il fascismo di ritorno e, allo stesso tempo, negare l’esistenza di un genocidio a Gaza?

Con quale equilibrismo questi impiegati della pedanteria strafottente riusciranno a decantare le virtù dell’Occidente civilizzatore, alle quali Benjamin Netanyahu si ispira nel suo razzismo terrorista di Stato, e biasimare le sue amicizie pericolose?

Probabilmente, qualora lo smantellamento dell’USAID si rivelasse efficiente e rapido, questo esercizio di stile sarà ancora più controverso e impegnativo. Nel caso, come faranno i quotidiani/fotocopia ad allinearsi su tutte le questioni dirimenti che spaziano nell’etere?

Come potranno gli editorialisti fabbricati in serie, sempre così rifocillati e dignitosi quando alludono alla “liberaldemocrazia”, partorire quelle colonne d’inchiostro prestampate dagli uffici di Washington?

Questi altezzosi appassionati di signorilità classista che da pochi giorni hanno scoperto, all’improvviso, il domino della tecnica rispetto al pensiero, la protervia del capitalismo digitale non più visto come leggendario elemento di progresso civile e di coraggio visionario, la possibilità che la democrazia si trasformi in oligarchia, la scomparsa dei diritti sociali in ragione di uno spasmodico spirito libertario.

Loro, i sapienti, se ne sono accorti ora, dopo soli quarant’anni.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

E PER I NOSTRI GADGET CLICCA SUL LINK – Kulturjam Shop

 

Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli