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Macron, Merz, Starmer e Zelensky firmano una dichiarazione in cinque punti che riprende proposte già note: in pratica offrono una resa onorevole a Mosca. Niente di nuovo sul fronte diplomatico, ma il segnale politico verso Putin e Trump c’è.
Coalizione dei Volenterosi: la guerra continua, i comunicati anche
Il nuovo formato E3 con cui viene presnetato il vertice dei soliti noti d’Europa e il leader ucraino, ha il sapore del deja vu e infatti il risultato è identico degli innumerevoli precedenti. Macron, Merz, Starmer e Zelensky si riuniscono a Londra e producono una dichiarazione congiunta in cinque punti che chiunque abbia seguito anche distrattamente la crisi ucraina negli ultimi quattro anni riconoscerebbe immediatamente: cessate il fuoco immediato, negoziati basati sull’attuale linea del fronte, diritto ucraino di scegliere le proprie alleanze, forza multinazionale di peacekeeping sul territorio ucraino, asset russi congelati fino al risarcimento integrale dei danni. Il tutto firmato dalla cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi“, locuzione che torna in circolazione come se nessuno avesse notato quanto poco avesse prodotto la prima volta.
Il comunicato è indirizzato tanto a Vladimir Putin quanto a Donald Trump, due interlocutori con cui i tre leader europei hanno in comune la caratteristica di non essere particolarmente impressionabili dai comunicati congiunti. La domanda che rimane sospesa nell’aria londinese è semplice: cosa c’è di nuovo?
Cinque punti, nessuna sorpresa
A una lettura attenta, la dichiarazione E3 costruisce un’architettura negoziale che concede alla Russia una resa parzialmente dignitosa — il cessate il fuoco sulla linea attuale implica il riconoscimento de facto, non de jure, dei territori occupati — senza però offrire nulla di sostanziale in cambio. Niente revoca delle sanzioni, niente sblocco dei fondi, niente garanzie di sicurezza per Mosca, e per di più l’Ucraina verrebbe integrata in modo “inestricabile” nel sistema difensivo europeo. Il testo precisa che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza: affermazione sacrosanta, che però suona curiosa in bocca a chi ha sostenuto per anni operazioni militari in contesti dove quel principio era già stato abbondantemente ignorato.
Sul fronte delle garanzie, la proposta del dispiegamento di una forza multinazionale sul suolo ucraino è il punto più concreto del documento, e anche il più controverso: chi la compone, con quale mandato, sotto quale catena di comando, con quale copertura aerea? Il comunicato glissa elegantemente su tutti questi dettagli, come se la logistica fosse una questione secondaria rispetto alla buona volontà.
La Polonia non è stata invitata
C’è un’assenza significativa al tavolo londinese: la Polonia, paese che confina con l’Ucraina, che ospita la più grande comunità ucraina in Europa, che ha speso una percentuale del PIL in armamenti superiore a qualsiasi altro membro NATO, e che non è nota per la sua propensione alla moderazione retorica quando si tratta di Mosca.
La sua esclusione dal formato E3 non è una dimenticanza: è una scelta. Il tono complessivo del documento — pur nella sua fermezza — tradisce uno sforzo di contenimento delle posizioni più intransigenti. Chi volesse spingere per condizioni più punitive nei confronti della Russia evidentemente non era il benvenuto in quella stanza.
Questo non rende il documento meno rilevante, ma lo contestualizza. Merz, Macron e Starmer si presentano come interlocutori ragionevoli, disposti a un accordo, capaci di offrire a Putin una via d’uscita che non sia la disfatta totale, come detto, gli offrono una “resa onorevole”. Il problema è che Putin questa offerta l’ha già ricevuta, in forme diverse, e non ha mostrato alcuna disponibilità ad accettarla. Nel frattempo, il conflitto continua a macinare vittime, infrastrutture e risorse, e i comunicati congiunti continuano a essere prodotti con la stessa cadenza industriale con cui vengono ignorati.
La “Coalizione dei Volenterosi” è volenterosa, questo va riconosciuto. Quanto ai risultati, la storia recente invita alla prudenza.

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