Quotidiano on-line ®

17.2 C
Rome
mercoledì, Febbraio 18, 2026
Mastodon

Auguri a chi lotta: contro il consenso imposto

www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.

Repressione, manipolazione mediatica e conformismo culturale del totalitarismo liberale, tra guerra, censura e spoliticizzazione: questo è stato l’anno che abbiamo lasciato alle nostre spalle. Di fronte a consenso forzato e macelleria sociale, l’unico antidoto resta la tanto vituperata “militanza collettiva”.

Auguri a chi lotta

L’anno si è chiuso con un sentimento sempre più costante, sempre più consueto, di disgusto. Si è potuto permettere a uno spione professionista di uno Stato genocidario di aprire le porte delle procure per screditare quella grande mobilitazione di popolo a difesa della liberazione della Palestina.

Si è chiuso con la vigliaccheria delle classi dirigenti. Con la fuga repentina dei rampolli progressisti, allora costretti a solidarizzare loro malgrado, ma oggi ingabbiati dai distinguo di prammatica, per smarcarsi dal profluvio di massa capace qualche mese fa di politicizzare le piazze e con la riabilitata ottusità dei missini nel pavoneggiarsi a implacabili servitori degli interessi statunitensi. Ma non solo.

Il totalitarismo liberale non si accontenta più di narrazioni persuasive. Non ricerca più un “consenso molle”, pretende un “consenso duro”. Per questo arresta, reprime, intimidisce, chiude spazi sociali. Non recinta più il dissenso nell’invisibilità ma aggredisce il pensiero critico con protervia, manganella con le censure, spaventa con le liste di proscrizione, con le sanzioni individuali. Ma non solo.

Il Regime si copre con una sistematica falsificazione della realtà irradiata nelle reti unificate della televisione. Questi cialtroni dell’informazione, ormai diventata intrattenimento spettacolarizzato, manipolano impunemente la Storia senza alcun imbarazzo. Così il nazismo ucraino diventa lotta per la libertà e la resistenza palestinese a un genocidio programmato con dolo diventa terrorismo. La contraffazione si eleva a cifra distintiva della professionalità. Ma non solo.

Le politiche antisociali non hanno più bisogno dello slogan “ce lo chiede l’Europa”. Il riarmo, concepito da veri e propri sociopatici posti ai vertici delle strutture sovranazionali, chiama la guerra perché siano chiusi ospedali, annullati servizi, dismesse le pensioni, abbassati i salari. La missione civilizzatrice dell’Occidente ha bisogno di cieca fedeltà. La macelleria sociale di nuove parole d’ordine. Ma non solo.

La moltiplicazione indefinita della produzione artistica assolve a uno spirito omogeneizzante. Si assoggetta agli imperativi protocollari degli algoritmi, alla perfezione performativa e caricaturale del digitale. L’accondiscendenza nei confronti del potere è strutturata e si avvera nei festival, nelle arene culturali, nelle rassegne mondane dove la visibilità presenzialista si genuflette alle parole d’ordine della modernizzazione autoritaria.

Si vuole costruire un individuo docilmente impiegabile che passo dopo passo conquisti un’arrendevole cittadinanza. Un “saper essere” pedagogizzato sin dalla Scuola con le sue “life skills” con le sue “soft skills”, per fabbricare uno studente resiliente, propositivo, robotizzato sentimentalmente. Accuratamente indirizzato verso un’ebete spoliticizzazione.

Un unico antidoto resta valido quando si combatte l’oppressione. La militanza. La comunanza di prospettive esistenziali, sociali, politiche con compagni che lavorano per l’orizzonte socialista. Un sentimento ragionato per chi condivide la stessa strada, lo stesso pane, lo stesso disagio, le stesse amarezze. A loro i miei auguri perché la lotta resista alle intemperie.

Sostieni Kulturjam

Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.

I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.

Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.

VAI AL NOSTRO BOOKSTORE

Home

 

 

parole ribelli, menti libere

Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli