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I file Epstein rivelano un sistema finanziario parallelo dove Bitcoin, servizi segreti, mafie globali ed élite si intrecciano. Non è solo scandalo morale: è una struttura di potere che sostiene l’impero USA e ridisegna gli equilibri geopolitici.
Bitcoin, élite e mafie: Epstein e l’architettura segreta del potere globale
– Franco Bartolomei*
Il disegno politico ed economico globale che emerge dai file di Epstein, e dal disvelamento della portata del suo enorme giro di rapporti nelle élite mondiali, oltre Trump, apre un nuovo grande scenario di riflessioni politiche per tutti noi socialisti antiliberisti, lavoristi e antimperialisti.
Riflettete tutti su un particolare non secondario. Tutte le pratiche di violenza, sadismo, deviazione e perversione sessuale che emergono dagli Epstein Files sono oggetto di transazione commerciale nei livelli più interni del dark web, struttura telematica enorme, profonda e soprattutto stratificata nei suoi livelli di accessibilità, costantemente monitorata dai principali servizi di sicurezza e informativi, e sono commerciabili esclusivamente attraverso pagamento in Bitcoin, moneta virtuale diversa dalle stablecoin più recenti, la cui quotazione, non avendo riferimenti di valore oggettivi e misurabili, affida le sue oscillazioni di valore essenzialmente al solo livello delle sue transazioni.
Ormai è certo che il trio Trump, Musk ed Epstein, tutti a diverso livello, hanno diffuso e lavorato finanziariamente a forti livelli con il Bitcoin.
Forse anche con contatti con i creatori di questa divisa virtuale, che tuttora risulterebbero sconosciuti.
Epstein, in tutta la sua attività criminosa nelle élite di comando del mondo occidentale, avrebbe lavorato molto per diffondere l’utilizzazione del Bitcoin, sui cui livelli di transazione si concentra un rapporto di circolarità finanziaria tra le grandi mafie globali, che gestiscono capitali neri immensi, e i detentori di grande liquidità finanziaria generata dal sistema Fed / borse / fondi / SIM nel sistema USA e, da lì, in tutto il sistema finanziario globale.
Questo sistema di scambio è conosciuto ed in parte sicuramente monitorato dai servizi informativi, tra cui soprattutto il Mossad, a cui è emersa l’appartenenza dello stesso Epstein.
Dal quadro che ho tracciato e dalle rivelazioni dei file sull’attività di Epstein, compreso il suo rapporto con il servizio informativo israeliano, emerge uno scenario che, ben oltre gli aspetti di degenerazione morale, denota un sistema economico-finanziario interdipendente che costituisce una vera e propria struttura portante del sistema finanziario USA, e non solo.
Un sistema portante per l’economia finanziaria americana, in cui le grandi mafie globali, attraverso le monete virtuali, sono diventate centrali nel governo globale del sistema finanziario, grazie a un legame di interessi convergenti, di reciproco scambio e crescita parallela, tra finanza speculativa e di investimento, sistema bancario multinazionale, soggetti privati detentori, a vario titolo, di fortissima liquidità prodotta nel tempo dal sistema Fed, borse, derivati e debito diffuso, orientati a investire in Bitcoin, e servizi informativi, tra cui, come appare dai file, in prima fila, con Epstein, quello israeliano.
Si tratta di una convergenza di interessi enormi, che spiega anche la nuova centralità assoluta che la condivisione di un orizzonte politico rigorosamente filosionista ha assunto con la presidenza Trump all’interno del sistema imperiale USA e in buona parte dello schieramento atlantista, soprattutto attraverso l’azione delle nuove destre suprematiste europee e latinoamericane.
Questo spiega anche l’avversione del nuovo sistema USA per il sistema UE e per il Commonwealth, molto meno diretti strutturalmente dalla leva finanziaria, che, seppure in termini liberisti, hanno come riferimenti due monete reali: l’euro e la sterlina, ancorate a parametri certi, anche se oscillanti, che godono della garanzia sostanziale — per l’euro — del più vasto, differenziato e articolato mercato commerciale mondiale, a cui la Cina guarda con assoluto interesse, dichiarandosi anche pronta ad entrare in via diretta e ad investire nel debito BCE, in ragione della stabilità dell’investimento e dell’appetibilità del ricco mercato differenziato e maturo sottostante; e, per la sterlina, della grande area commerciale tricontinentale del Commonwealth, formata da Paesi extraeuropei con forti variabili di crescita, in possesso di spazio e risorse, collegati in modo integrato a un’economia guida matura e avanzata come quella della Gran Bretagna, i quali cominciano anch’essi ad intessere rapporti forti con il sistema produttivo e commerciale cinese.

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