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venerdì 30 Luglio 2021
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L’urlo di Luciano Cilio, eco di un universo assente

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Un libro rende finalmente omaggio all’universo rarefatto e accennato, ma vibrante, libero, atonale e ipnotico, di Luciano Cilio, geniale compositore partenopeo morto suicida a soli trentatré anni.

Scriveva Jim O’Rourke dopo l’ascolto delle registrazioni dell’unico album pubblicato da Cilio, Dialoghi del Presente:

In queste registrazioni si può chiaramente percepire una necessità che raramente si trova nella musica: un momento nel quale si può veramente sentire un artista in reale contatto con se stesso. Luciano Cilio coglie quell’attimo sospeso nel tempo, come un autentico testamento emotivo, qualcosa da tenere a cuore.

L’urlo. I suoni senza voce di Luciano Cilio

Anni Settanta, la napolitudine invadeva le classifiche discografiche mentre un giovane Luciano Cilio tentava una performance doppia lungo le rive della Senna, con sitar ed altri strumenti. A Napoli aveva collaborato con il Teatro Esse come attore e come musicista, proveniva dal sitar e dalla chitarra, ma suonava anche il pianoforte. Aveva partecipato ai primi lavori di Alan Sorrenti e inciso alcuni brani nello studio del mitico Shawn Philips.

Cercava evidentemente di raggiungere e formare a sua volta un pubblico per una nuova musica, davvero mai ascoltata, che Cilio affermava di sentire e perseguire seguendo l’utopia, coniata da altri, di una musica del futuro al di là della retorica delle fabbriche occupate e delle barriere accademiche.

Finalmente, nel 1977, riusciva a pubblicare un disco per la Emi italiana, vendendo pochissime copie, ma raccogliendo l’adesione entusiastica dei critici e dei colleghi della musica cosiddetta colta. L’album, con brani di una bellezza struggente ed insuperata, si chiamava Dialoghi del presente, un presente rappresentato da chi aveva già raggiunto la consapevolezza che la fase inespressiva dello sperimentalismo era finalmente morta, e che sia Cage che Boulez erano eroi da superare.

Dopo di allora, una serie di fortunate rassegne musicali, con l’ingresso nelle sale da concerto tradizionali, e la partecipazione ai più importanti dibattiti culturali della sua città, Napoli. Poi lo storico concerto per Demetrio Stratos di Milano. Inaspettata, nel 1983, la morte, giunta all’apice della carriera, ma anche al culmine di una fase della sua produzione assai prossima al silenzio.

L'urlo di Luciano Cilio i suoni senza voce

Luciano Cilio, eco di un universo assente

Luciano Cilio è stato un musicista e un compositore d’avanguardia, che ha operato a cavallo tra gli anni 70 e 80 a Napoli. Eco di un universo assente, la musica di Cilio non ha tempo nonostante i leggendari Dialoghi del Presente del 1977 siano l’unico disco pubblicato in vita; quei brani erano una proposta di rivoluzione radicale del minimalismo, toccati dal fuoco ma originati dal silenzio.

Un’opera paragonata per l’intensità abissale al Nick Drake di Pink Moon da Jim O’Rourke e un artista che suonò per Demetrio Stratos, con Shawn Philips e in Aria di Alan Sorrenti. Misuratosi con l’insuccesso che tocca in sorte a chi è fuori dal coro, scopertosi senza voce e lasciato solo dalla sua città, Cilio si tolse la vita a 33 anni, senza aver mai scritto la sua musica.

E sarebbe potuto essere l’oblio sui suoi suoni se Girolamo De Simone, Eugenio Feis ed altri amici non avessero deciso di tenere in vita la sua memoria attraverso decine di pubblicazioni – su tutte la raccolta Dell’Universo Assente e la ricerca trentennale dei Nastri Ritrovati influenzati dai suoi viaggi giovanili in India, dati per persi e miracolosamente riemersi nel 2018 – che ne hanno moltiplicato i segni fino a questo libro: un omaggio alla memoria inconciliata, una ghirlanda di senso tra uomini che non sopportano l’oblio di altri uomini.

In questo testo Luciano Cilio torna a parlarci dentro le fotografie di Fabio Donato, con la voce di Luca Buonaguidi, nelle intuizioni di Salvatore Setola e attraverso un’intervista impossibile. Infine a (ri)suonare con brani interpretati da Girolamo De Simone – autore dei testi di documentazione finali. Un libro sull’itinerario umano e artistico di chi è assente ma continua a lasciare tracce.

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Luciano Cilio – Primo quadro della conoscenza (Dialoghi del presente, 1977.)

 

 

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Tutti gli articoli di Luca Buonaguidi per Kulturjam


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