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Povera Meloni circondata da cialtroni, furbetti del quartierino e vari e propri fascisti, perchè sono questi il suo elettorato. Solo che a loro non dice la verità. Dovrebbe dirgli invece che il fascismo è il male. Non l’unico per carità, ma il peggiore dei mali italiani.
Apologia coatta. O sull’antimateria
Pensandoci bene, nonostante la vulgata trionfalista, c’è da aver pena per la presidente Giorgia Meloni. Ha onestamente vinto le elezioni. Dopo anni di duro lavoro in un mondo fatto da ex fascisti, è riuscita (prima donna in Italia) a formare e a condurre un governo con una eccezionale maggioranza di parlamentari.
Una maggioranza cosi forte da non dover ricorrere neanche al voto di fiducia per l’approvazione delle leggi di bilancio. E poi continua a promuovere diverse riforme istituzionali, tra cui quella sul Premierato, (proposta delirante per com’è strutturata, ma questa è solo una nostra posizione) e potrebbe anche farcela a farle approvare in parlamento senza ricorrere ai referendum.
Meloni riesce pure a mantenere un minimo di credito all’estero (grazie alla totale sottomissione agli Stati Uniti, ma ricordiamoci che fine fecero Aldo Moro o Mattei nel caso pensiate che un’alternativa sia possibile). E anche l’Europa in realtà grandi statisti non è che ne mostri.
Eppure, durante una conferenza stampa di alcune settimane fa che doveva essere un trionfo per una politica astuta (non intelligente o lungimirante, ma semplicemente astuta), si è vista togliere gloria e successo da piccole vecchie abitudini nostrane, ovvero la prodigiosa apologia coatta.
Di cosa stiamo parlando? Ad esempio della ‘coattitudine’ del deputato Emanuele Pozzolo, il quale la sera di Capodanno ha la brillante idea di portarsi una pistola, da cui parte un colpo che ferisce ad una gamba un operaio. Presente anche il suo ”fraterno amico”, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Della Vedove, a sua volta rinviato a giudizio per le rivelazioni di atti d’ufficio sul caso Cospito.
Nel mentre Francesco Lollobrigida, cofondatore del partito Fratelli d’Italia, deputato dal 2018, Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste nel governo Meloni, sindacalista durante il servizio militare (onore e gloria altrui), prima dichiara che i poveri mangiano meglio dei ricchi perché – in fondo nullafacenti – possono usare meglio le proprie risorse, selezionando tra gli scarti del mercato merce a basso costo. Poi decide di autorizzare il fermo di un treno, perchè lui è in ritardo, in una stazione non prevista, il tutto a titolo personale. Livello:“Lei non sa chi sono io!”
Che dire poi dell’oramai ex compagno Andrea Giambruno e delle sue performance televisive degne di un vitellone fuori tempo massimo e che rasentano il limite della denuncia per molestie? E se pensate che finisca cosi, siete in errore.
Report, la testata di Rai 3 che nonostante tutto continua a raccogliere altissimi punti di share, scopre qualche altarino ad Adolfo Urso, Ministro del Made in Italy, per le sue nomine alle camere di commercio, storia che finisce come al solito a querele.
Nulla da eccepire poi sul ministro Crosetto che esce pulito, “il fatto non sussiste”, dalla faccenda “Leonardo” che è risultata regolarmente tassata e pubblica. Qualche problema poi salta sempre fuori sugli ambigui rapporti tra alcuni membri del partito e le mafie prima a Palermo e infine a Milano, ma su questi, diremmo con profonda tristezza, che in Italia è quasi routine e la cosa va risolta dalla magistratura ordinaria.
Infine, sospetti e voci su Daniela Santanchè, (al momento solo indagata), in procedura fallimentare: si suppone abbia evaso fisco e CCNNL, ‘impicciando’ sul contratti di lavoro.
Comunque sia, nella folgorante carriera da ministro/a del Turismo, ha prodotto quella mostruosità di spot Meraviglia Italia, cerca di promuovere via legge l’abolizione del reato di apologia di fascismo, razzismo e nazismo, e assieme all’alleato Salvini (ministro e fidanzato con una Verdini che vede fratello e padre indagati per corruzione) impapocchia il governo sulle concessioni balneari.
Insomma, povera Meloni circondata da cialtroni, furbetti del quartierino, gaglioffi di primo pelo e vari e propri fascisti della ventennio duemila, perchè sono questi il suo elettorato. Solo che a loro non dice la verità. Dovrebbe dirgli invece che il fascismo è il male. Non l’unico per carità, ma il peggiore dei mali italiani. In assoluto.
Si può essere ragionevoli con chiunque, bisogna dialogare con gli altri ma non si può ne si deve venire a patti col fascismo. Se si è giurato sulla bandiera e sulla Costituzione è inammissibile.
Il fascismo non ha mai fatto cose buone
Il fascismo storico ha devastato l’Italia facendo arricchire solo poche famiglie che gli sono poi sopravvissute. Ha diviso la popolazione tra fascisti e gli altri. Non è mai stata Italia ma una parte di essa. E questa parte ha mandato a morire migliaia di persone prima nelle carceri e al confino, poi in guerre alla democrazia. Ha ucciso persino i dissidenti tra i membri del Partito Fascista
Ha creato campi di concentramento a Fossoli, a San Saba, ad Arbe. Ha esiliato gli intellettuali e oppositori, infine fatto stragi di civili. Ha camuffato la storia e distorto l’economia. Ha usato la forza per annichilire il dissenso e per vent’anni c’è pure riuscito.
Cosa c’è di buono nel fascismo? Cosa non è chiaro a quei signori, per esempio, che alzano le braccia ad Acca Larentia?
Acca Larentia e i nostalgici…ma di cosa?
Sapete cosa è successo nella strage di Acca Larentia? Parliamo dell’omicidio di due giovani appartenenti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, assassinati mentre organizzavano un volantinaggio davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano. L’ omicidio è chiaramente a sfondo politico.
Il fatto avviene il 7 gennaio 1978, ad opera di un gruppo armato definitosi Nuclei armati per il contropotere territoriale di cui – ne prima ne dopo – nessuno conosce la storia, poi attribuita a cinque militanti di Lotta Continua, di cui uno finisce suicida in carcere, gli altri prosciolti.
A questo si aggiunse la morte di Stefano Recchioni, ucciso qualche ora dopo negli scontri con le forze dell’ordine durante una manifestazione di protesta (fonte l’allora Ministro degli Interni, Francesco Cossiga) .
Io il 7 gennaio 1978 ero alle elementari quindi non sono un testimone, ma si potrebbe chiedere all’ex Presidente della Camera Gianfranco Fini, che quando mori Recchioni, era presente. Durante le commemorazioni l’anno successivo mori un altro giovane, Alberto Giaquinto.
La mitraglietta Skorpion uccise poi anche altre tre persone: Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffili che fascisti non erano. E pare che sia stata ceduta ad un commissario di polizia, tal Cetroli, dal cantante Jimmy Fontana (fatto poi smentito dagli stessi) e usata poi anche per altri omicidi rimasti senza colpevoli e attribuiti alle Br.
Sarebbe interessante invece avere le dichiarazioni di Francesca Mambro che dai camerati di Acca Larentia prese ispirazione sui fatti che seguirono e che sfociarono nei 17 omicidi e nella strage della Stazione di Bologna attribuita proprio alla Mambro, a Fioravanti e a Ciavardini, degnissimi membri dello stesso gruppo.
E dunque, tornando a quei nostalgici che nella ricorrenza si riuniscono per commemorare la strage: quando gridate “Presenti!”, siete presenti a cosa? Agli anni di piombo? Ai servizi segreti deviati? Al massacro di Bologna?
Per questo la Meloni mi fa pena. Perché non riesce a dire che il fascismo è il male.

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