Quotidiano on-line ®

30.6 C
Rome
domenica, Agosto 14, 2022

Addio a Raffaele La Capria, gigante della letteratura italiana. L’ultima intervista

Raffaele La Capria, una delle voci più significative della letteratura italiana del ‘900, l’autore di Ferito a morte, con il quale ha vinto il premio Strega nel 1961, è morto ieri sera a Roma, dove viveva da oltre 70 anni. Eppure, tutta la sua opera è stata costantemente incentrata su Napoli, la sua città natale. Il palcoscenico con il quale si è sempre confrontato con i suoi romanzi, i suoi saggi, le sue sceneggiature. Avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 3 ottobre.

Il modo migliore per ricordare La Capria è ascoltare le sue parole, in quella che è stata una delle ultime interviste, rilasciata proprio per noi di Achab e Kulturjam.

Raffaele La Capria, l’ultima intervista

La mia giornata è una continua perdita di tempo in cui cerco di includere qualcosa di creativo. Ma questo qualcosa di creativo che io includo nella perdita di tempo non sarebbe possibile se non perdessi tempo.

La Capria è indiscutibilmente una delle voci più significative della letteratura italiana del ‘900.

Ripercorrendo i suoi oltre sessant’anni di produzione letteraria, riflettendo sulla sua vita, gli amori, i premi, i viaggi, le amicizie illustri, sulle motivazioni e sulle giustificazioni, sulle cose fatte e su quelle rimpiante, ci si imbatte nella vita di un uomo divenuta un romanzo involontario.

Dagli esordi di Un giorno d’impazienza al successo internazionale ottenuto con Ferito a morte, consacrato dal Premio Strega nel 1961, passando ai numerosi scritti saggistici,  i suoi lavori di traduzione, le sceneggiature, in cui, con leggerezza e curiosità, ci ha raccontato la letteratura, la sua città, Napoli, e se stesso.

Il sonno della ragione, cioè della logica elementare, genera mostri e mostriciattoli, e quanti ne vediamo oggi andare in giro per il mondo! Con loro meglio non averci nulla a che fare, ed è questo soprattutto che mi tiene disimpegnato. Ma ogni volta che mi accorgo che il contenitore (la concettualizzazione) diventa più importante del contenuto, mio malgrado mi impegno e sento l’irresistibile bisogno di spacchettare per vedere che cosa c’è dentro il pacco.

Intervistato da Giuliana Vitali, si è raccontato per Kulturjam in questo imperdibile video.

Conversazione con Raffaele La Capria (video)

 

 

Leggi anche

 

 

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli